JEFE DE COCINA

80 h

FORMACION BONIFICADA PARA EMPRESAS

Objetivos

Objetivos generales

-       Introducir al alumno en las diferentes áreas de la cocina, así como el conocimiento de las herramientas, materiales y mobiliario.

-       Iniciar al alumno en las técnicas propias del departamento de cocina.

-       Organizar, coordinar y controlar al equipo de trabajo y gestionar internamente su departamento.

Objetivos específicos

-       Organizar los procesos de trabajo para optimizar la gestión y administración del establecimiento.

-       Saber las características de los productos que intervienen en la elaboración de los platos.

-       Conocer la función y el mantenimiento de los utensilios y maquinarias de cocina, así como las normas para su correcta instalación.

-       Dominar las técnicas básicas sobre la manipulación, preparación y presentación de los alimentos.

-       Conocer la normativa en materia de higiene y seguridad requerida en la cocina.

Temario del contenido completo (incluido manual online)

TEMA 1. LA PROFESIÓN DE COCINERO
1.1. INTRODUCCIÓN. EVOLUCIÓN DE LA COCINA
1.2. EL PERFIL PROFESIONAL DEL COCINERO
1.3. APTITUDES Y ACTITUDES DEL PERSONAL DE COCINA
1.4. NORMAS DE HIGIENE. UNIFORME
1.5. NORMAS DE RECOGIDA

TEMA 2. DESCRIPCIÓN DEL PUESTO
2.1. LA ORGANIZACIÓN DEL PERSONAL
2.1.1. LAS BRIGADAS
2.1.2. LAS PARTIDAS
2.2. TAREAS ADMINISTRATIVAS
2.2.1. CONFECCIÓN DE MENÚS Y CARTAS
2.2.2. CONTROL DE COSTES Y GASTOS
2.2.3. CÁLCULO DE LOS PRECIOS
2.2.4. COORDINACIÓN CON EL RESTO DE DEPARTAMENTOS
2.3. APROVISIONAMIENTOS Y TRANSFORMACIÓN DE GÉNEROS
2.3.1. CÁLCULO DE STOCK INDISPENSABLE
2.3.2. CONTROL DE EXISTENCIAS (DOCUMENTACIÓN)
2.3.3. COMPRA
2.3.4. RECEPCIÓN DE MERCANCÍAS
2.3.5. ALMACENAMIENTO
2.3.6. ELABORACIÓN DE COMIDAS (CARTAS, MENÚS Y FAMILIA)

TEMA 3. OTRAS TAREAS
3.1. DISEÑO DEL LOCAL DE COCINA Y UBICACIÓN DE LA MAQUINARIA
3.1.1. CONDICIONES DEL LOCAL
3.1.2. FACTORES REGULADOS (SEGURIDAD E HIGIENE,
PREVENCIÓN DE RIESGOS LABORALES Y OTROS REGLAMENTOS)
3.1.3. FACTORES RELACIONADOS CON LA PROFESIONALIDAD
3.1.4. DIVISIÓN DE LA COCINA
3.1.5. MAQUINARIA, BATERÍAS, ÚTILES Y HERRAMIENTAS
3.2. FORMACIÓN DEL PERSONAL
3.3. ASESORAMIENTO A LA APERTURA DE OTROS LOCALES

TEMA 4. OTROS CAMPOS A EXPLORAR
4.1. NUTRICIÓN Y DIETÉTICA
4.1.1. PROCESOS BÁSICOS DE LA NUTRICIÓN
4.1.2. LA FINALIDAD DE LA NUTRICIÓN
4.1.3. DIETÉTICA
4.2. COCINA CREATIVA
4.3. NUEVAS MATERIAS PRIMAS
4.3.1. AVANCES EN TECNOLOGÍA ALIMENTARIA
4.3.2. DISPONIBILIDAD DE PRODUCTOS DE ORIGEN LEJANO
4.4. IDIOMAS

TEMA 5. LOS SERVICIOS
5.1. INTRODUCCIÓN
5.2. SERVICIOS A LA CARTA
5.2.1. SERVICIO A LA FRANCESA
5.2.2. SERVICIO A LA INGLESA
5.2.3. SERVICIO A LA RUSA
5.2.4. SERVICIO A LA AMERICANA
5.3. SERVICIOS DE MENÚ
5.4. BANQUETES
5.5. AUTOSERVICIOS Y BUFFETS


ITALIANO B1

120 h

FORMACION BONIFICADA PARA EMPRESAS

Objetivos

1. Ripasseremo i contenuti e le abilità linguistiche apprese nel livello A2, parleremo delle vacanze passate, dei progetti futuri e faremo delle ipotesi facilmente realizzabili.

 

2. In questa unità ricorderemo qualche forma particolare del plurale, i tempi composti, la loro costruzione e le concordanze del participio.

 

3. In questa unità ripasseremo l'uso del passato per raccontare fatti e impareremo a riconoscere le forme regolari del passato remoto e capire i testi storici scritti in questo tempo, parleremo e racconteremo  i fatti di un altro periodo di tempo lontano nel tempo.

 

4. In questa unità conosceremo qualche libro italiano contemporaneo, le forme del passato remoto più usate nei testi letterari moderni, qualche forma irregolare importante.

 

5. In questa unità impareremo a usare il passato e il trapassato remoto, aggruppare le forme irregolari del passato remoto per similitudini e avrai qualche informazione sul Teatro Alla Scala.

 

6. In questa unità cominceremo a studiare l'uso dell'Imperfetto Congiuntivo  (le sole persone singolari ) per indicare un'idea, un bisogno oun  desiderio passato.

 

7. In questa unità continueremo a studiare l'Imperfetto Congiuntivo ( le persone del plurale), alcune forme irregolari dei verbi, il Trapassato Congiuntivo e il suo uso con alcuni connettivi.

 

8. In questa unità parleremo, racconteremo e daremo la nostra opinione su un film o un altro spettacolo, imparerai a fare delle frasi per indicare azioni o fatti che sono solo provabili, studieremo i diversi tipi di frasi ipotetiche, impareremo a esprimere condizioni possibili e impossibili e a riferirle a tempi passati, che

purtroppo non si possono cambiare.

 

9. In questa unità ci occuperemo della trasformazione delle frasi da attive a passive per evidenziare i fatti, della passiva d'obbligo, dei verbi ausiliari  per costruire la passiva e della forma passiva pronominale.

 

10. In questa unità ci occuperemo dei "discorsi indiretti", cioè quando ripetiamo quello che qualcuno o noi stessi abbiamo detto, anche quando è stato detto in passato.  

Temario del contenido completo (incluido manual online)

Unitá 1. Chiuso per feire

1.1 COMPRENSIONE AUDITIVA

1.2 PRONUNCIA E INTONAZIONE

1.3 COMPITO

1.4 TE LO RICORDI?

1.5 FACCIAMO UN PO DI PRATICA: La mail

1.6 LE VACANZE

1.7 CHE FARE IN CITTÀ?

1.8 COMPRENSIONE DELLA LETTURA

1.9 LA CERTEZZA IN UN’IPOTESI

 

Unitá 2. Si ricomincia a lavorare

2.1 SONDAGGIO

2.2 COMPRENSIONE ORALE

2.3 PRONUNCIA E INTONAZIONE

2.4 ORA TOCCA A TE

2.5 CORREZIONE FORMALE

2.6 L’ITALIA E LA SUA GENTE

2.7 COMPRENSIONE SCRITTA

2.8 PRODUZIONE SCRITTA

 

Unitá 3. I tempi che furono

3.1 COMPRENSIONE ORALE

3.2 RACCONTARE LA STORIA

3.3 IL PASSATO REMOTO

3.4 POSTERIORITÀ NEL PASSATO

3.5 SCHEMA DEI TEMPI PASSATI

3.6 ORA TOCCA A TE

3.7 PRONUNCIA E INTONAZIONE

 

Unitá 4. Fu allora che vidi il pendolo

4.1 MI RACCOMANDI QUALCHE LIBRO?

4.2 PARLIAMO DI LIBRI

4.3 LETTURA ANALITICA

4.4 CORREZIONE FORMALE

4.5 COMPRENSIONE DEL TESTO

4.6 COMPITO SCRITTO

4.7 PRONUNCIA

 

Unitá 5. Una serata alla scala

5.1 COMPRENSIONE DELL’ ASCOLTO

5.2 ORA TOCCA A TE !

5.3 COMPRENSIONE DEL TESTO

5.4 CORREZIONE FORMALE

5.5 LA CAUSA E LA CONSEGUENZA

 

Unitá 6. Non sapevo che non abitasse più qui!

6.1 COMPRENSIONE DELL’ASCOLTO

6.2 CORREZIONE FORMALE

6.3 FORME IRREGOLARI

6.4 PRODUZIONE

6.5 DIBATTITO: CITTÀ O CAMPAGNA

6.6 COMPRENSIONE DEL TESTO

6.7 PRODUZIONE LIBERA

 

Unitá 7. Se tu sapessi…

7.1 COMPRENSIONE DELL’ASCOLTO

7.2 CORREZIONE FORMALE

7.3 COMPRENSIONE DEL TESTO

7.4 ORA TOCCA A TE!

 

Unitá 8. Se tu fossi stata in me avresti fatto la stessa cosa

8.1 COMPRENSIONE DELL’ASCOLTO

8.2 LA POSSIBILITÀ

8.3 POSSIBILITÀ E IMPOSSIBILITÀ

8.4 MI DISPIACE MA

8.5 LE CONSEGUENZE DEL PASSATO

8.6 SE FOSSI STATO IN LUI

 

Unitá 9. La scuola va salvata

9.1 COMPRENSIONE DELL’ASCOLTO

9.2 COMPRENSIONE DEL TESTO

9.3 CORREZIONE FORMALE

9.4 ALTRI VERBI AUSILIARI

9.5 PRODUZIONE ORALE E SCRITTA

9.6 SI PASSIVANTE

 

Unitá 10. Ho letto sul giornale che...

10.1 COMPRENSIONE DELL’ASCOLTO

10.2 ORA TOCCA A TE

10.3 RILETTURA E TRASFORMAZIONE

10.4 DISCORSO INDIRETTO AL PRESENTE E AL PASSATO

10.5 PRODUZIONE ORALE O SCRITTA

10.6 ANALISI FORMALE


ITALIANO A2

120 h

FORMACION BONIFICADA PARA EMPRESAS

Objetivos

-       Comprender el sentido general, los puntos principales e información de textos orales, bien estructurados, trasmitidos de viva voz o por medios técnicos (teléfono, televisión, megafonía, etc.), articulados a una velocidad normal, en un registro formal o neutro y siempre que las condiciones acústicas sean buenas y el mensaje no esté distorsionado. Estos textos versarán de temas habituales, preferentemente en los ámbitos personal o público.

-       Producir textos orales, principalmente en comunicación cara a cara, pero también por teléfono u otros medios técnicos, en un registro neutro. Comunicarse de forma comprensible, aunque resulten evidentes el acento extranjero, las pausas y los titubeos y sea necesaria la repetición, la paráfrasis y la cooperación de los interlocutores para mantener la comunicación.

-       Comprender el sentido, las partes e información de textos con un registro formal o neutro y vocabulario en su mayor parte frecuente.

-       Escribir textos en un registro neutro o formal, utilizando adecuadamente los recursos de cohesión y las convenciones ortográficas y de puntuación esenciales. Estos textos se referirán principalmente al ámbito personal y público 

Temario del contenido completo (incluido manual online)

Ud1. Prima unità: sono fi nite le vacanze!

1.1. Sono fi nite le vacanze!

1.2. Esercizi

1.3. Produzione scritta

1.4. Volevo i pantaloni

1.5. Comprensione scritta

1.6. Gioco

1.7. Pronuncia e intonazione

Portfolio

 

Ud2. Seconda unità: un incidente stradale

2.1. Un incidente stradale

2.2. Imperativo formale

2.3. Interazione

2.4. L’imperativo informale

2.5. Comprensione scritta

2.6. Pronuncia e intonazione

Portfolio

 

Ud3. Terza unità: al pronto soccorso

3.1. Al pronto soccorso

3.2. Imperativo del tu + pronomi

3.3. Imperativo informale negativo (tu)

3.4. Ogni male ha il suo rimedio

3.5. Comprensione scritta

3.6. Compito scritto

3.7. Pronuncia e intonazione

Portfolio

 

Ud4. Quarta unità: gli esami

4.1. Gli esami

4.2. Comparativi

4.3. Comprensione orale

4.4. Compito scritto

4.5. Dimostrativi

4.6. Lettura e comprensione

Portfolio

 

Ud5. Quinta unità: il concorso di cucina

5.1. Comprensione e pronuncia

5.2. Ora tocca a te!

5.3. Futuro anteriore

5.4. Comprensione scritta

5.5. Produzione scritta

5.6 .pronome ne

Portfolio

 

Ud6. Sesta unità: appuntamento per venerdì

6.1. Comprensione e pronuncia

6.2. Produzione scritta

6.3. Altri usi del futuro

6.5. Comprensione scritta

6.6. Produzione scritta

6.7. Pronome ci

Portfolio

 

Ud7.settima unità: la partenza

7.1. Comprensione dell’ascolto e pronuncia

7.2. Correzione formale

7.3. Per scusarsi

7.4. Compito scritto

7.5. Comprensione scritta

7.6. Pronuncia e intonazione

Portfolio

 

Ud8. Ottava unità: viaggio a roma

8.1. Il viaggio

8.2. Il condizionale composto

8.3. Certo, forse, non

8.4. Comparativi

8.5. Comparativi fra verbi

8.6. Comprensione e produzione scritta

Portfolio

 

Ud9. Nona unità: come sarebbe stato bello

9.1. Comprensione orale

9.2. Correzione formale

9.3. Aiutiamo dani!

9.4. Compito scritto

9.5. Comprensione scritta

9.6. Pronuncia e intonazione

Portfolio

 

Ud10. Decima unità: il lavoro

10.1. Il lavoro

10.2. Le opinioni

10.3. Comparativi particolari

10.4. I tempi

10.5. Il colloquio di lavoro

10.6. Comprensione scritta

10.7. Pronuncia e intonazione

Portfolio

 

Ud11. Undicesima unità: mamma mia che bambini!

11.1. Per cominciare

11.2. Momento grammaticale

11.3. I superlativi

11.4. Comprensione scritta

11.5. Compito scritto

Portfolio

 

Ud12. Dodicesima unità: è possibile

12.1. Per cominciare

12.2. Momento grammaticale

12.3. Compito scritto

12.4. Aver fatto

12.5. Pronomi impersonali

12.6. Comprensione scritta

12.7. Pronuncia e intonazione

Portfolio

 

Ud13. Tredicesima unità: un treno che parta

13.1. Un treno che parta

13.2. Momento grammaticale

13.3. Comprensione scritta

13.4. Pronuncia e intonazione

Portfolio

 

Ud14. Quattordicesima unità: prima che sia tardi

14.1. Prima che sia tardi

14.2. Momento gramaticale

14.3.tocca a te

14.4. Correzione formale

Portfolio

 

Ud15. Quindicesima unità: tutto arriverà... Ovvero chi vivrà vedrà

15.1. Il giorno arriva

15.2. Correzione formale

15.3 ci sono modi e modi

15.4. Pronuncia e intonazione

15.5. Compito scritto

Portfolio 


ITALIANO A1

120 h

FORMACION BONIFICADA PARA EMPRESAS

Objetivos

-       Comprender el sentido general, los puntos principales e información específica de textos orales breves, bien estructurados, trasmitidos de viva voz o por medios técnicos (teléfono, televisión, megafonía, etc.), articulados a una velocidad lenta, en un registro formal o neutro y siempre que las condiciones acústicas sean buenas y el mensaje no esté distorsionado. Estos textos versarán sobre temas habituales, preferentemente en los ámbitos personal o público.

-       Producir textos orales breves, principalmente en comunicación cara a cara, pero también por teléfono u otros medios técnicos, en un registro neutro. Comunicarse de forma comprensible, aunque resulten evidentes el acento extranjero, las pausas y los titubeos y sea necesaria la repetición, la paráfrasis y la cooperación de los interlocutores para mantener la comunicación.

-       Comprender el sentido general, los puntos principales e información específica de textos breves de estructura sencilla y clara, en un registro formal o neutro y con vocabulario en su mayor parte frecuente.

-       Escribir textos breves y de estructura sencilla, en un registro neutro o formal sencillo, utilizando adecuadamente los recursos de cohesión y las convenciones ortográficas y de puntuación esenciales. Estos textos se referirán principalmente al ámbito personal y público.

Temario del contenido completo (incluido manual online)

Ud1. Ciao! Come stai?

1.1. Introduzione (introducción) 
1.2. Saluti (saludos) 
1.3. Presentarsi (presentarse) 
1.4. Come stai? (¿cómo estás?) 
1.5. A domani (hasta mañana) 
1.6. Momento grammaticale 
1.7. Pronuncia e ortografia 
1.8. Produzione scritta 
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ud2. Che bella festa!

2.1. La festa (la fi esta) 
2.2. Italiani famosi (italianos famosos) 
2.3. Le nazionalità (las nacionalidades) 
2.4. Le professioni (las profesiones) 
2.5. Le caratteristiche fi siche (las características físicas) 
2.6. Il numero di telefono 
2.7. Momento grammaticale 
2.8. Pronuncia 
2.9. Pratica 
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ud3. Al bar

3.1. Dialogo al bar 
3.2. Verbi 
3.3. Quanti (cuantos) 
3.4. Info lettura e comprensione 
3.5. Un incontro: 
3.6. Momento grammaticale 
3.7. Pronuncia 
3.8. Scrivi 
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ud4. Lálbergo

4.1. La prenotazione (la reserva) 
4.2. La data (la fecha) 
4.3. I numeri (3º parte: da cento all’infi nito) (los números, desde cien al infi nito) 
4.4. Alberghi a fi renze (hoteles en fl orencia) 
4.5. Un problema, tanti problemi (un problema, muchos problemas) 
4.6. Cosa c’è e non c’è nell’hotel ascot? (¿qué hay y qué no hay en el hotel ascot?) 
4.7. Momento grammaticale (momento gramatical) 
4.8. Compito scritto 
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ud5. Com’è la tua casa?

5.1. Com’è la tua casa? (¿cómo es tu casa?) 
5.2. Annunci (anuncios) 
5.3. L’abitazione e i suoi ambienti (la vivienda y sus habitaciones) 
5.4. Mannaggia (maldición) 
5.5. I mobili (los muebles) 
5.6. Momento grammaticale 
5.7. Pronuncia 
5.8. Compito scritto (tarea escrita) 
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ud6. In giornata

6.1. Alla stazione (en la estación) 
6.2. L’ ora (la hora) 
6.3. Che c’è di bello stasera in tv? 
6.4. I giorni della settimana 
6.5. I verbi italiani 
6.6. Pronuncia 
6.7. Compito scritto 
progress portfolio 

ud7. Faccioamo spese

7.1. Al telefono 
7.2. Fare proposte 
7.3. I negozi 
7.4. Di pomeriggio 
7.5. Alla rinascente 
7.6. Comprensione scrita e lessico 
7.7. Momento grammaticale 
7.8. Pronuncia 
7.9. Compito scritto 
progress portfolio 

ud8. Ristorante e ricette

8.1. Alla “vecchia genova” 
8.2. Pronomi diretti 
8.3. Lettura 
8.4. Mi piace / mi piacciono
8.5. Andate in cucina! 
8.6. Pronuncia 
8.7. Intonazione 
8.8. Pratica scritta 
progress portfolio 

ud9. La spesa

9.1. La spesa 
9.2. Facciamo spese! (¡hagamos compras!) 
9.3. Le quantità 
9.4. Interazione 
9.5. Momento grammaticale: le preposizioni 
9.6. Momento grammaticale: pronomi 
9.7. Pronuncia 
9.8. Intonazione 
9.9. Revisione 
9.10. Pratica scritta 
progress portfolio 

ud10. Come posso fare per andare...?

10.1. Per strada 
10.2. Dare indicazioni 
10.3. Durata 
10.4. Pronome ci 
10.5. Più informazioni 
10.6. Momento grammaticale 
10.7. Scusa, sai dirmi dov’è...? 
10.8. Compito scritto 
10.9. Pronuncia: le doppie 
progress portfolio 

ud11. Che belle vacanze!

11.1. Che belle vacanze 
11.2. Il passato 
11.3. Participio 
11.4. Produzione scritta 
11.5. Espressioni temporali 
11.6. Pronuncia 
progress portfolio 

ud12. Gossip

12.1. Gossip 
12.2. Participi irregolari 
12.3. Espressioni temporali 
12.4. Comprensione scritta 
12.5. Produzione scritta 
12.6. Momento grammaticale 
progress portfolio 

ud13. Che bella foto!

13.1. Che bella foto! 
13.2. Tempi passati 
13.3. La concordanza del participio 
13.4. Uso del passato e dell’imperfetto 
13.5. Fare cose contemporaneamente al passato 
13.6. Produzione scritta 
13.7. Pronuncia 
progress portfolio 

ud14. Aff ari di famiglia

14.1. Il colore viola 
14.2. I possessivi 
14. 3. La famiglia
14.4. Possessivi e famiglia 
14.5. Produzione scritta 
14. 6. Domenica al mare 
14.7. Comprensione scritta 
14.8. Le parti del corpo 
14.9. Momento grammaticale 
progress portfolio 

ud15. Progetti per le vacanze

15.1. Progetti per le vacanze 
15.2. Futuro 
15.3. Produzione scritta 
15.4. Uso del futuro 
15.5. In bocca al lupo! 
15.6. Comprensione scritta 
15.7. -issimo 
progress portfolio


TÉCNICAS DE PAQUETERIA Y ENVOLTORIO ...

20 h

CURSOS GRATIS

Objetivo General:

Manipular y envolver los productos de foma correcta y atractiva.

 

CONTENIDOS FORMATIVOS:

1. TÉCNICAS DE EMBALAJE Y EMPAQUETADO

1.1. Técnicas de embalaje y envoltorios.

1.2. Técnicas de empaquetado.

1.3. Personalización del envoltorio.


2. CONOCIMIENTO DEL PRODUCTO

2.1. Diferenciación de artículos/ gama de artículos.

2.2. Manipulación y estética de la presentación final de los productos.

2.3. Los colores.

2.4. Las formas.

2.5. El envoltorio.

2.6. Acabados decorativos con papel.


3. TIPOS DE ENVOLTORIOS CON DIFERENTES TEXTURAS

3.1. Cajas con regalos.

3.2. Carpetas.

3.3. Envoltorios duros.

3.4. Materiales y recursos para decoración.

3.5. Tipos de lazos. 3.6. Cintas.


4. NUEVAS TENDENCIAS.
 


GESTION DE COBROS Y RECLAMACIONES

16 h

CURSOS GRATIS

 Objetivo General:

Aplicar los preámbulos técnicos y psicológicos intervinientes en la gestión de cobros, dominar los aspectos legales de los documentos de cobro y pago, y utilizar el teléfono como estrategia de negociación.

 

CONTENIDOS FORMATIVOS:
1. ACTUACIONES PREVIAS A LA GESTION DE COBROS 1.1. Conocer la misión del gestor de cobros.

1.2. Examinar la información de partida.
2. ASPECTOS LEGALES DE LOS DOCUMENTOS DE COBRO-PAGO

2.1. El cheque: Tramitación, poder ejecutivo.

2.2. Letra de cambio: Girar, aceptar, endosar y descontar letras de cambio. Controlar su vencimiento y ejecutar su pago.

2.3. Pagarés: Operar con pagarés, características. Tramitar la ejecución del pagaré.

2.4. El recibo domiciliado.

2.5. La transferencia bancaria.
3. RECLAMACIONES

3.1. Grados de dureza de las reclamaciones.

3.2. Medios de comunicación: carta, fax, telegrama,...Ventajas e inconvenientes
4. GESTIÓN TELEFÓNICA EN LA RECLAMACIÓN DE PAGOS

4.1. Secuencias de llamadas y su relación con las cartas de cobros

4.2. Preparación y organización de llamadas telefónicas de cobro: previsiones de base.

4.3. Psicología de la morosidad: pautas para ser más persuasivos.

4.4. Axiomas claves de la comunicación que inciden en el cobro.

4.5. Aspectos claves de la comunicación por teléfono: uso eficaz del lenguaje verbal y no verbal. 4.6. Efectividad de la voz: volumen, pausas, ritmos y entonación 4.7. Persuasión y lenguaje: lista de expresiones positivas y aquellas que deben evitarse. 4.8. Importancia de la escucha activa en el cobro: uso de las preguntas, control y estudio del significado de las pausas del deudor.
5. CÓMO CONSEGUIR EL COMPROMISO DE PAGO

5.1. Establecer las bases de la reclamación: contactar.

5.2. Revisar la tipología de deudores ante la presión de la reclamación: conocer.

5.3. Escoger los mejores argumentos: convencer.

5.4. Lograr el objetivo: concluir.

5.5. Hasta dónde llegar con la reclamación y cuándo plantearse otras vías.
6. QUÉ HAY QUE SABER ANTES DE LLEGAR AL CONTENCIOSO

6.1. Implicaciones de la nueva Ley de Enjuiciamiento Civil en los procedimientos contenciosos: el proceso monitorio y el juicio cambiario.

6.2. La gestión judicial: vías civil y penal.

6.3. La aceptación de "quitas" y "esperas".

6.4. Los procesos colectivos e individuales: suspensiones de pago, quiebras, convenios, etc
7. EJERCICIOS Y CASOS PRÁCTICOS SOBRE:

7.1. Documentos de pago.

7.2. Análisis y confección de cartas standard y personalizadas empleadas en la gestión de cobro. 7.3. Simulaciones de negociación con clientes


POSICIONAMIENTO EN BUSCADORES

50 h

CURSOS GRATIS

Objetivo General:

Adquirir los conocimientos, habilidades y estrategias necesarias para lograr posicionar su página Web en las primeras posiciones.

CONTENIDOS FORMATIVOS:

1. INTRODUCCIÓN

1.1. Conceptos generales sobre SEO.  

1.1.1. ¿De qué hablamos cuando hablamos?  

1.1.2. ¿Por qué Google?  

1.1.3. ¿Qué es el SEO?  

1.1.4. Sitio Web. Consideraciones generales.  

1.1.5. ¿Está nuestro sitio indexado?

1.2. Buscadores: funcionamiento y algoritmos.  

1.2.1. Herramientas para saber si tu sitio está indexado y cómo lo está.  

1.2.2. Cómo ve Google nuestra página.  

1.2.3. Herramientas.  

1.2.4. Qué sucede cuando hay problemas.  

1.2.5. Webmasters Tools.  

1.2.6. Algoritmo de Google: Page Rank I.  

1.2.7. Algoritmos de Google: Page Rank y Trusty Rank II.  

1.2.8. Algoritmos de Google: Page Rank y Trusty Rank III.

1.3. Contenidos prácticos  

1.3.1. Lectura relacionada con el sistema SEO  

1.3.2. Análisis de la importancia del posicionamiento de un negocio en los buscadores generales


2. FACTORES ON-SITE.

2.1. Elección de palabras clave.

2.2. Factores "en la página". On page.

2.3. Factores "en el servidor". On server.

2.4. Creación de contenidos.

2.5. Black Hat SEP: prácticas SEO penalizables.

2.6. Contenidos prácticos .  

2.6.1. Síntesis de los factores On-site que influyen a la hora de llevar nuestra página web a las primeras opciones de los buscadores.  

2.6.2. Selección de las palabras clave con el objetivo de crear una página Web que aparezca en los primeros puestos del ranking de los buscadores.


3. FACTORES OFF-SITE.

3.1. Linkbuilding y kinkbating.
3.2. Analítica Web.

3.3. Algoritmo de Google, Page Rank y Trust Rank.

3.4. Buenas y malas prácticas.

3.5. Contenidos prácticos.  

3.5.1. Síntesis de los conceptos Linkbuilding y Kinkbating.  

3.5.2. Búsqueda del algoritmo de Google, Page Rank y Trust Rank.  

3.5.3. Identificación de buenas y malas prácticas relacionadas con los factores Off-site.


4. OBJETIVOS.

4.1. Planteamiento.

4.2. Casos de éxito.

4.3. Casos reales.

4.4. Contenidos prácticos.  

4.4.1. Interiorización de la importancia de establecer los objetivos que se quieren alcanzar con el posicionamiento en buscadores.  

4.4.2. Analizar un caso de éxito de posicionamiento Web que haya marcado tendencia.  

4.4.3. Debate relacionado con los pasos a seguir para posicionar una página Web.


5. ESTRATEGIA Y METODOLOGÍA. CONCLUSIONES Y SEGUIMIENTO.

5.1. Qué.

5.2. Por qué.

5.3. Cómo.

5.4. Quién.

5.5. Dónde.

5.6. Cuánto.

5.7. Conclusiones.

5.8. Contenidos prácticos.  

5.8.1. Conclusión de las estrategias y metodologías más adecuadas para alcanzar un correcto posicionamiento en buscadores.


PREELABORACIÓN Y CONSERVACIÓN DE CA ...

80 h

FORMACION BONIFICADA PARA EMPRESAS

Objetivos

- Utilizar equipos, máquinas, útiles y herramientas que conforman la dotación de los departamentos de cocina de acuerdo con su aplicación en la preelaboración de carnes, aves y caza y en función de su rendimiento óptimo.

-Analizar carnes, aves y caza de uso en la cocina, describiendo variedades y cualidades e identificando los factores culinarios o parámetros que deben conjugarse en el proceso de elaboración o conservación.

- Describir las operaciones de preelaboración de diferentes carnes, aves y caza y realizarlas, de forma que los mismos resulten aptos para su uso en la posterior elaboración de platos o para la comercialización.

- Aplicar métodos y operar correctamente equipos para la conservación y envasado de carnes, aves y caza, semielaborados y elaboraciones culinarias terminadas, asegurando su utilización o consumo posteriores en condiciones óptimas.

Temario del contenido completo (incluido manual online)

Unidad didáctica 1. Maquinaria y equipos básicos de cocina utilizados en la preelaboración de carnes, aves, caza y despojos

1.1 Clasificación y descripción según características, funciones y aplicaciones.
1.2 Ubicación y distribución.
1.3 Aplicación de técnicas, procedimientos y modos de operación y control característicos.
1.4 Última generación de maquinaria, batería y utillaje de cocina.


Unidad didáctica 2. Área de preparación de la zona para carnes, aves, caza y despojos

2.1 Ubicación
2.2 Instalaciones
2.3 Instalaciones frigoríficas
2.4 Herramientas y maquinaria utilizadas en la preelaboración de carnes, aves, caza y despojos.


Unidad didáctica 3. Materias primas

3.1 Carne: Concepto. Propiedades nutritivas. Factores que influyen en la calidad del animal. Factores organolépticos que indican su calidad y estado de conservación. Principales especies: Ganado vacuno, porcino, ovino y caprino.
3.2 Carne de vacuno: distintas clases, según edad, sexo, alimentación y otros factores. Características.
3.3 Carnes de ovino y caprino: distintas clases y sus características.
3.4 Carne de porcino. Características de la carne de cerdo blanco y del ibérico. El cochinillo. El jamón y otros productos derivados del cerdo.
3.5 Carnes con Denominación Específica, Indicación Geográfica u otra denominación.
3.6 Clasificación comercial: formas de comercialización. Principales cortes comerciales en las diferentes especies.
3.7 Aves de corral. Generalidades: principales especies y sus características. Presentación comercial. El pollo, la gallina, el gallo, el capón y la pularda. Características. Distintas clases de pollo, según su alimentación y crianza. El pato. El pato cebado, su despiece y el foie-gras. El pavo, la gallina de Guinea y otras aves.
3.8 Caza: Definición. Clasificación. Vedas. Comercialización. Características de la carne de caza. Principales especies y características de animales de caza de pelo y de pluma.
3.9 Despojo: definición. Clasificación. Utilización en la alimentación


Unidad didáctica 4. Regeneración de carnes, aves, caza y despojos

4.1 Definición.
4.2 Clases de técnicas y procesos.
4.3 Identificación de equipos asociados.
4.4 Fases de los procesos, riesgos en la ejecución y control de resultados.
4.5 Realización de operaciones necesarias para la regeneración.


Unidad didáctica 5. Preelaboración de carnes, aves, caza y despojos

5.1 Limpieza, deshuesado, corte y porcionado de carnes de distintas reses y aves.
5.2 Principales cortes resultantes del despiece de reses de vacuno, porcino y ovino: categoría comercial y su utilización gastronómica. Cortes resultantes
5.3 Distintos cortes obtenidos del despiece de la liebre y de las reses de caza mayor y su utilización en cocina.
5.4 Descuartizado, despiece y troceado de cordero, cabrito y cochinillo.
5.5 Otras operaciones propias de la preelaboración: bridado, mechado, picado, en brocheta, empanado, adobo, marinadas y demás.
5.6 Limpieza manipulación en crudo de las distintas víscera y despojos.


Unidad didáctica 6. Conservación de carnes, aves, caza y despojos

6.1 Refrigeración: Instalaciones. Temperaturas. Tratamiento refrigeración. Envases adecuados. Control de temperaturas. Conservación de carnes, aves y piezas de caza fresca. Envases adecuados y su colocación en las cámaras frigoríficas.
6.2 La congelación: La ultra congelación y la conservación de los productos ultra congelados. La oxidación y otros defectos de los congelados. La correcta descongelación.
6.3 Otros tipos de conservación:
6.3.1 Salazones
6.3.2 Enlatados
6.3.3 Ahumados
6.3.4 Al vacío
6.3.5 Confitados o en manteca
6.3.6 Platos cocinados
6.3.7 Otras.
6.4 La conservación en cocina: Los escabeches y otras conservas.
6.5 Ejecución de operaciones necesarias para la conservación y presentación comercial de carnes, aves, caza y despojos, aplicando las respectivas técnicas y métodos adecuados. 


PROMOCIÓN Y COMERCIALIZACIÓN DEL AL ...

70 h

FORMACION BONIFICADA PARA EMPRESAS

Temario del contenido completo (incluido manual online)

1. Gestión comercial.

1.1. Criterios básicos para una buena gestión comercial.

1.1.1. Analizar el mercado de forma regular.

1.1.2. Impedir cualquier rigidez en la política comercial de la empresa.

1.1.3. Rapidez de respuesta a las señales del mercado.

1.1.4. Elaboración de encuestas entre los clientes sn las que se recoja: la caracterización del cliente, los puntos fuertes del servicio y las posibles mejoras.

1.2. Gestión de políticas comerciales.

1.2.1. Política de precios adaptados a la calidad.

1.2.2. Política de producto o servicio que permita definir un producto de calidad.

1.2.3. Política de distribución del producto para fidelizar al cliente y a través de él llegar a nuevos clientes.

1.2.4. Política de comunicación: Organizar promociones, jornadas gastronómicas, concursos deportivos, etc. aprovechando fiestas populares o festejos culturales y religiosos de interés.

 2. Comercialización del servicio de alojamiento rural.

2.1. La oferta turística como servicio.

2.1.1. Definición.

2.1.2. Características que diferencian a un servicio de un producto:

2.1.3. Características del cliente del servicio.

2.1.4.  Diseño y valoración del servicio de forma que el cliente perciba recibir un servicio mayor que el precio que paga.

2.2. El Plan de Mercadotecnia. (Marketing)

2.2.1. Características.

2.2.2. Ventajas.

2.2.3. Etapas.

2.3. La mercadotecnia mixta o conjunta (Marketing mix)

2.3.1. Definición de la Mercadotecnia conjunta.

2.3.2. Efectos que produce la aplicación conjunta de las políticas de mercadotecnia.

2.3.3. Valorar la importancia de cada una de las políticas que intervienen en la mercadotecnia conjunta.

2.4. Comunicación y divulgación de la oferta del servicio

2.4.1. Publicidad.

2.4.1.1. Concepto.

2.4.1.2. Características.

2.4.1.3. Costo económico.

2.4.1.4. Medios publicitarios.

2.4.1.5. Soportes publicitarios.

2.4.1.6. Tipos de publicidad

2.4.2. Promoción de ventas.

2.4.2.1. Concepto.

2.4.2.2. Objetivos.

2.4.2.3. Técnicas.

2.4.3. Relaciones públicas.

2.4.4. Otros medios de divulgación.

 3. Aplicaciones informáticas en la promoción y comercialización del alojamiento rural.

3.1. Medios de información y difusión

3.1.1. Internet.

3.1.2. Correo electrónico.

3.2. Contenidos de las páginas Web del alojamiento rural.

3.2.1. Servicios.

3.2.2. Precios.

3.2.3. Capacidad.

3.2.4. Periodo de apertura

3.2.5. Canales informatizados de reservas

3.2.6. Oferta de actividades complementarias del alojamiento.

3.2.7. Características del entorno.


ORGANIZACIÓN DE PROCESOS DE COCINA

80 h

FORMACION BONIFICADA PARA EMPRESAS

UNIDAD DIDÁCTICA 1. Las unidades de producción culinaria

1.1. Definición.

1.2. Modelos más característicos.

1.3. Modalidades de establecimientos.

1.4. Procesos de producción culinaria.

UNIDAD DIDÁCTICA 2. Establecimientos en la restauración

2.1. Tipología.

2.2. Modalidades.

2.3. Tipos de materiales según establecimiento.

2.4. Modelos de distribución de material y maquinaria en la cocina según los diferentes establecimientos.

UNIDAD DIDÁCTICA 3. El departamento de cocina y la organización del área de producción.

3.1. Puestos y funciones dentro del departamento de cocina.

3.1.1. Competencias básicas de los profesionales que intervienen en el departamento.

3.2. Zonas de producción culinaria:

3.2.1. Equipos.

3.2.2. Instalaciones.

3.2.3. Distribución del área de producción.

3.3. Tipo de zonas: tratamiento, preelaboración, conservación, cocina.

3.4. Criterios de trabajo en el departamento de cocina.

3.5. Las materias primas en la producción.

UNIDAD DIDÁCTICA 4. Procesos de cocina

4.1. Definición de los procesos.

4.2. Conocimiento de las fases más significativas:

4.2.1. Compra.

4.2.2. Control.

4.2.3. Almacenamiento y conservación.

4.2.4. Elaboración.

4.2.5. Coordinación.

4.2.6. Supervisión:

4.2.6.1. Riesgos en la ejecución.

4.2.6.2. Resultados intermedios y finales.

4.3. Técnicas correspondientes con los procesos y planes de producción culinaria.

4.4. Normas higiénico-sanitaria en los procesos de producción.

4.5. Sistemas de racionamientos y gramajes.

UNIDAD DIDÁCTICA 5. Procesos de conservación, envasado, regeneración de géneros crudos y elaboraciones culinaria

5.1. Definición.

5.2. Procesos y métodos.

5.3. Aplicaciones.

5.4. Fases de los procesos.

UNIDAD DIDÁCTICA 6. Planes de trabajo del departamento de cocina

6.1. Tipo de necesidades del departamento.

6.2. Equipos y programas informáticos para la realización de planes de trabajo.

6.3. Materiales y recursos humanos necesarios.

6.4. Orden de tareas.

6.5. Documentación para la programación de trabajo.

UNIDAD DIDÁCTICA 7. El comedor y la lógica de servicio

7.1. Relaciones entre los procesos de elaboración culinaria y procesos del servicio.

7.2. Técnicas de elaboración de platos:

7.2.1. Composición.

7.2.2. Tiempo de servicio.

7.3. Consumo u objetivos de venta durante el servicio.

7.4. El protocolo. 


PREELABORACIÓN Y CONSERVACIÓN DE VE ...

60 h

FORMACION BONIFICADA PARA EMPRESAS

Objetivos

- Utilizar equipos, máquinas, útiles y herramientas que conforman la dotación de los departamentos de cocina de acuerdo con su aplicación en la preelaboración de vegetales y setas y en función de su rendimiento óptimo.

- Analizar los vegetales y setas comestibles de uso en la cocina, describiendo variedades y cualidades e identificando los factores culinarios o parámetros que deben conjugarse en el proceso de elaboración o conservación.

- Describir las operaciones de regeneración y preelaboración de diferentes vegetales y setas; y realizarlas, de forma que los mismos resulten aptos para su uso en la posterior elaboración de platos o para la comercialización.

- Aplicar métodos y operar correctamente equipos para la conservación y envasado de vegetales crudos, semielaborados y elaboraciones culinarias terminadas, asegurando su utilización o consumo posteriores en condiciones óptimas.

Temario del contenido completo (incluido manual online)

Unidad didáctica 1. Maquinaria y equipos básicos de cocina utilizados en la preelaboración de vegetales y setas

1.1 Clasificación y descripción según características, funciones y aplicaciones.
1.2 Ubicación y distribución.
1.3 Aplicación de técnicas, procedimientos y modos de operación y control característicos.
1.4 Última generación de maquinaria, batería y utillaje de cocina.

Unidad didáctica 2. Materias primas

2.1 Principales materias primas vegetales
2.2 Hortalizas: Definición, distintas formas de clasificación, especies más utilizadas, estacionalidad, categorías comerciales y calidad. Factores que influyen en la su calidad.
2.3 Hortalizas de invernadero y babys.
2.4 Brotes y germinados.
2.5 La “cuarta gama”.
2.6 Legumbres: Definición, clasificación. Categorías comerciales.
2.7 Setas: Definición, especies cultivadas, especies más apreciadas gastronómicamente y principales especies venenosas. Estacionalidad. Presentación comercial.

Unidad didáctica 3. Regeneración de vegetales y setas

3.1 Definición.
3.2 Clases de técnicas y procesos.
3.3 Identificación de equipos asociados.
3.4 Fases de los procesos, riesgos en la ejecución y control de resultados.
3.5 Realización de operaciones necesarias para la regeneración

Unidad didáctica 4. Preelaboración de vegetales y setas

4.1 Tratamientos característicos de las hortalizas y vegetales frescos.
4.2 Limpieza y otras operaciones propias de la preelaboración: distintos cortes de patata y otras hortalizas, torneado, adornos y demás.
4.3 Desinfectado de hortalizas y otros vegetales a que se consumen crudos.
4.4 Preparación de yuca y otros vegetales menos tradicionales.
4.5 Preelaboración de setas.

Unidad didáctica 5. Conservación de vegetales y setas.

5.1 Conservación por refrigeración de hortalizas frescas y setas: Envases adecuados y su colocación en las cámaras frigoríficas. Temperatura adecuada y otros factores a tener en cuenta.
5.2 La congelación de productos vegetales y setas. Manipulación de este tipo de producto.
5.3 Productos deshidratados, conservas en lata o en vidrio y otros tipos de conservas vegetales y setas.
5.4 Conservación al vacío.
5.5 Encurtidos.


PROYECTO DE IMPLANTACIÓN DEL ALOJAM ...

50 h

FORMACION BONIFICADA PARA EMPRESAS

1. El sector turístico, el turismo rural y el alojamiento rural.

1.1. El sector turístico.

1.1.1. Definiciones y terminología del turismo.

1.1.2. Diferentes formas de turismo.

1.1.3. El sector turístico en la economía española.

1.2. El turismo rural.

1.2.1. Rasgos básicos y elementos específicos del turismo rural.

1.2.2. La demanda del turismo rural. Perfil y hábitos del cliente de turismo rural.

1.2.3. Economía del turismo rural.

1.2.3.1. Colectivos sociales interesados:

1.2.3.2. Beneficios y riesgos del turismo rural.

1.2.3.3. El Turismo Rural en España.

1.3. El alojamiento rural.

1.3.1. Tipos de alojamientos rurales.

1.3.2. Alojamientos más característicos.

1.3.3. Planificación económica del alojamiento rural.

1.3.4. Organización y personal.

1.3.5. Dirección.

1.3.5.1. Administración.

1.3.5.2. Relaciones públicas.

1.3.5.3. Recepción.

1.3.5.4. Limpieza.

1.3.5.5. Mantenimiento.

1.3.5.6. Habitaciones.

1.3.5.7. Cocina.

1.3.5.8. Almacén.

1.3.5.9. Animación.

1.3.5.10. Publicidad.

1.4. Tipos jurídicos de empresa, empresario y establecimiento mercantil.

1.5. Materias que suelen necesitar asesoramiento y asesores:

2. Puesta en marcha de un alojamiento rural

2.1. Estudio de Viabilidad.

2.1.1. La empresa: clasificación y características.

2.1.2. La microempresa: Características y diferenciación.

2.1.3. Diagnóstico de las capacidades del emprendedor/a:

2.1.3.1. Factores personales.

2.1.3.2. Factores financieros.

2.2. Las ideas de negocio:

2.2.1. Fuentes de búsqueda de ideas.

2.2.2. Variables de estudio.

2.2.3. Factores directos e indirectos.

2.3. Elección de la mejor idea de negocio. Cuadro de análisis DAFO: Utilidad, estructura, elaboración e interpretación.

2.4. Normativa y trámites necesarios para la puesta en marcha de un alojamiento rural:

2.4.1. Normativa autonómica

2.4.2. Normativa autonómica de protección sectorial

2.4.3. Normativa urbanística municipal

2.5. Condicionantes físico-territoriales que pueden influir en el atractivo y/o la fragilidad del lugar en donde se pretende implantar el alojamiento rural.

2.5.1. Condicionantes paisajísticos referidos a posibles riesgos visuales

2.5.2. Características del clima local.

2.5.3. Factores que pueden afectar negativamente a la calidad del aire.

2.6. Medidas que favorecen la integración del alojamiento rural en un entorno natural durante la fase de construcción y/o explotación

2.6.1. Respeto del relieve de especial significación paisajística

2.6.2. Protección de los cauces naturales y de los recursos hidráulicos superficiales y subterráneos

2.6.3. Mantenimiento de las condiciones más favorables para la especies de fauna protegida

2.6.4. Conservación de zonas arboladas

2.6.5. Conservación de elementos significativos del patrimonio etnográfico de la zona (canales, puentes, lagares, molinos, etc.).

2.6.6. Adecuación de la construcción a las tipologías y sistemas constructivos tradicionales de la zona.

2.6.7. Estudio y disponibilidad de infraestructuras. Agua, energía eléctrica y saneamiento

2.6.8. Utilización de ecotécnicas en la explotación del alojamiento rural

2.7. Condicionantes que pueden hacer más atractiva la oferta del alojamiento rural

2.7.1. Buena accesibilidad y comunicación

2.7.2. Disponibilidad de servicios y equipamientos de la zona.

2.7.3. Amplia oferta de recursos naturales y culturales de la zona.

2.7.4. Ausencia de barreras arquitectónicas

2.7.5. Control de calidad. Grado de satisfacción de los clientes.

3. Rehabilitación, restauración y decoración inicial del alojamiento rural.

3.1. Rehabilitación arquitectónica.

3.1.1. Concepto de rehabilitación.

3.1.2. Tipos más frecuentes de construcciones rehabilitadas para el uso de alojamiento rural.

3.1.3. Modalidades de rehabilitación.

3.1.4. Elementos susceptibles de restauración.

3.2. Restauración arquitectónica.

3.2.1. Concepto de restauración arquitectónica.

3.2.2. Tipos más frecuentes de de obras de restauración.

3.2.3. Modalidades de restauración.

3.2.4. Elementos susceptibles de restauración.

3.3. Decoración inicial

3.3.1. Elementos de arquitectura interior.

3.3.2. Elementos de arquitectura exterior.

3.3.3. Elementos de carácter etnográfico.


REPARACIÓN DE PEQUEÑOS ELECTRODOMÉS ...

30 h

FORMACION BONIFICADA PARA EMPRESAS

UNIDAD DIDÁCTICA 1.  Técnicas de mantenimiento correctivo de los pequeños aparatos electrodomésticos y herramientas eléctricas. 

1.1 Interpretación de esquemas y croquis.

1.2 Sustitución y limpieza de elementos.

1.3 Utilización de herramientas e instrumentos de medida.

1.4 Equipos y medios técnicos auxiliares.

UNIDAD DIDÁCTICA 2.  Técnicas de ajuste y puesta en funcionamiento de los pequeños aparatos electrodomésticos y herramientas eléctricas

2.1. Verificación de equipos mediante utilidades software

2.1.1 Verificación y ajuste de parámetros

2.2 Instrumentación de prueba y diagnóstico.

2.3 Sistemas ajustables, presostatos, sistemas de ventilación, sistemas de electromecánicos y cierres eléctricos.

2.4 Procesos de verificación y ajuste de partes mecánicas como cierres electromecánicos y cierres eléctricos.

UNIDAD DIDÁCTICA 3.  Documentación y normativa para el mantenimiento correctivo de los pequeños aparatos electrodomésticos y herramientas eléctricas

3.1 Albaranes. Orden de trabajo. Garantías.

3.2 Facturación.

3.3 Planos y esquemas eléctricos e hidráulicos. Despieces.

3.4 Informes de mantenimiento.

3.5 Manuales técnicos.

3.6 Normas de calidad.

3.7 Normativa de gestión de residuos.

3.8 Normativa y reglamentación aplicable vigente.

3.9 Normativa de prevención de riesgos laborales y medioambientales.


PROMOCIÓN DEL USO EFICIENTE DE LA E ...

40 h

FORMACION BONIFICADA PARA EMPRESAS

1.     Planes de divulgación sobre eficiencia energética

1.1. Planes nacionales de eficiencia energética. Medidas divulgativas.

1.2. Campañas de comunicación sobre la eficiencia energética.

1.3. Ajuste entre necesidades y demandas.

1.4. Planes de formación.

1.5. Especificaciones de cursos y sesiones informativas.

1.6. Organización de sesiones y cursos.

1.7. Folletos y otros sistemas de difusión.

2.     Acciones divulgativas sobre eficiencia energética

2.1. Espacios e instalaciones apropiadas.

2.2. Recursos didácticos.

2.3. Métodos de intervención.

2.4. Perfiles de destinatarios.

3.     Evaluación de acciones de divulgación sobre eficiencia energética

3.1. Modelos de evaluación.

3.2. Instrumentos.

3.3. Evaluación correctora.

3.4. Informes de resultados.


MONTAJE Y MANTENIMIENTO ELÉCTRICO D ...

80 h

FORMACION BONIFICADA PARA EMPRESAS

Objetivos

- Aprender conceptos fundamentales de electrotecnia y electromagnetismo.

- Adquirir conocimientos acerca de los pasos a seguir en el montaje y mantenimiento eléctricos de las instalaciones de energía eólica.

- Identificar cómo se realiza el montaje y mantenimiento de redes eléctricas y centros de transformación.

- Conocer cómo se lleva a cabo el montaje y mantenimiento de generadores y motores eléctricos.

- Aprender a realizar el montaje y mantenimiento de parques eléctricos de un aerogenerador.

Temario del contenido completo (incluido manual online)

Ud1. Electrotecnia y electromagnetismo
1.1. Electrotecnia: fundamentos generales de electricidad y electromagnetismo 
1.2. Circuitos eléctricos 
1.3. Medida de magnitudes eléctricas y procedimientos de medida 

Ud2. Metodología del montaje y mantenimiento eléctrico de instalaciones de energía eólica
2.1. Montaje y mantenimiento eléctrico de parques eólicos y de aerogeneradores 
2.2. Metodología de trabajo en un parque eólico: montaje, puesta en marcha, mantenimientos preventivos y correctivos, equipos de trabajo
2.3. Procedimientos y operaciones de preparación y replanteo de las instalaciones
2.4. Fases de montaje organización y plan de seguridad 
2.5. Calidad en el montaje. Pliegos de prescripciones técnicas 
2.6. Procesos de documentación técnica del trabajo 
2.7. Tipología de averías 
2.8. Programa de mantenimiento 
2.9. Diagnóstico de averías en instalaciones de energía eólica 
2.10. Procedimientos de aislamiento mecánico y eléctrico de los diferentes componentes de la instalación para realizar el mantenimiento correctivo 
2.11. Métodos para la reparación de los distintos componentes eléctricos de las instalaciones. Análisis económico de las actuaciones 
2.12. Equipos y herramientas más usuales para realizar el montaje y mantenimiento eléctrico de instalaciones eólicas 
2.13. Redacción de informes y documentos. Partes de trabajo 
2.14. Sistemas de seguridad para el mantenimiento 

Ud3. Montaje y mantenimiento de redes eléctricas y centro de transformación
3.1. Constitución y características técnicas y de montaje 
3.2. Procedimiento 
3.3. Circuitos de tierra 
3.4. Tipología de averías en las redes eléctricas 
3.5. Montaje y mantenimiento preventivo y correctivo de redes eléctricas 
3.6. Centros de transformación 
3.7. Celdas de MT tipos y funciones 
3.8. Dispositivos de maniobra, corte y protección 
3.9. Esquemas eléctricos y normativa 
3.10. Montaje y mantenimiento preventivo y correctivo de celdas de media tensión 

Ud4. Montaje y mantenimiento de generadores y motores eléctricos
4.1. Tipos de generadores 
4.2. Maquina asíncrona rotor bobinado 
4.3. Conexión estrella- triangulo 
4.4. Concepto de deslizamiento y balance energético 
4.5. Protecciones de los generadores 
4.6. Reglamento electrotécnico de baja tensión 
4.7. Montaje, acoplamiento, alineación e interconexión del generador eléctrico 
4.8. Mantenimiento preventivo y correctivo del aerogenerador. Verificación y método de sustitución de escobillas, rodamientos y conexiones.        Comprobación de aislamiento 
4.9. Motor de corriente alterna asíncronos de rotor bobinado 
4.10. Motor de corriente alterna asíncronos de rotor bobinado 
4.11. Tipos de arranque. Protecciones 

Ud5. Montaje y mantenimiento de parques eléctricos en un aerogenerador
5.1. Cuadros: ground, top y hub 
5.2. Diagramas eléctricos unifilares 
5.3. Diagramas eléctricos trefilares 
5.4. Disposición de aparatos eléctricos/electrónicos en los cuadros. Principio de operación, aspectos constructivos y tecnológicos de los mismos 
5.5. Protecciones, enclavamientos y seguridades 
5.6. Procedimiento de montaje, puesta en marcha y mantenimiento 

Ud6. Montaje y mantenimiento de equipos de instrumentación
6.1. Conceptos generales de magnitudes físicas. Presión, caudal, temperatura, nivel, vibraciones, velocidad, etc 
6.2. Descripción técnica, características, selección, instalación y configuración de medidores 
6.3. Mantenimiento de equipos de instrumentación 

Ud7. Operación en el telemando del control de la subestación del parque
7.1. Constitución del software y hardware, funcionamiento (local y remoto) 
7.2. Monitorización y ajuste de variables, bases de datos, averías, etc .


PLAN DE MEDIOS DE COMUNICACIÓN E IN ...

60 h

FORMACION BONIFICADA PARA EMPRESAS

UNIDAD DIDÁCTICA 1. Regulación y códigos deontológicos en publicidad

1.1  Normativa en materia de publicidad y derechos del consumidor.

1.2 Diferenciación de conceptos clave:

1.2.1 Publicidad ilícita

1.2.2 Publicidad subliminal

1.2.3 Publicidad engañosa y desleal

1.3 Regulación publicitaria en Internet

1.4 Códigos deontológicos en el sector

UNIDAD DIDÁCTICA 2. Diseño del plan de medios y soportes publicitarios

2.1 Plan de medios

2.1.1 Concepto.

2.1.2 Características y elementos de planificación.

2.2 Medios, formas y soportes de publicidad y comunicación

2.2.1 Diferenciación de medios, soportes y formas publicitarias

2.2.2 Publicidad convencional y no convencional.

2.2.3 Internet como medio publicitario y de relaciones con clientes.

2.3 Modelos de planes de medios

2.3.1 Fuentes de información e investigación de medios de comunicación.

2.3.2 Características y diferencias.

2.3.3 Obtención del ranking de soportes: audiencia, costes, rentabilidad, afinidad, etc.

2.3.4 Cuadro de mando de una campaña publicitaria

2.4 Criterios de elección de medios y soportes:

2.4.1 Según producto

2.4.2 Según público objetivo: targets.

2.4.3 Evaluación de perfiles y clientes potenciales y objetivos del plan de medios.

2.4.4 Tarifas y otros criterios de elección del mix del plan de medios.

2.5 Formas específicas de publicidad en Internet.

2.5.1 Banners, Inserciones, Enlaces patrocinados, e-mails comerciales, contenidos a medida, entre otros.

2.5.2 Efectividad sobre otras formas y canales publicitarios tradicionales

UNIDAD DIDÁCTICA 3. Ejecución y contratación del plan de medios

3.1 Calendario de inserciones publicitarias

3.1.1 Representación grafica del plan de medios.

3.2 Presupuesto del plan de medios

3.2.1 Confección del presupuesto total y desglosado por períodos y por medios

3.2.2 Recomendaciones para la compra de espacios en medios

3.2.3 Optimización del plan de medios.

3.3 Ejecución del plan de medios.

3.3.1 Relaciones entre agencias y anunciantes.

3.3.2 Relaciones entre agencias y los medios.

3.4 Contratación de inserciones y desarrollo de campañas publicitarias.

3.4.1 El contrato de publicidad

3.4.2 El contrato de difusión publicitaria

3.4.3 El contrato de creación publicitaria

3.4.4 El contrato de patrocinio

3.4.5 La contratación «on line»

3.4.6 Facturación

3.5 Cursaje de emisión

3.5.1 Gestión eficiente del cursaje de emisión.

3.5.2 Elaboración de órdenes de cursaje.


OPTIMIZACIÓN DE LA CADENA LOGÍSTICA

90 h

FORMACION BONIFICADA PARA EMPRESAS

1. Fases y operaciones en la cadena logística.

1.1. La cadena de suministro: fases y actividades asociadas.

1.1.1. Actores: proveedores, empresa, clientes, empresas de transporte, almacenes en tránsito, centrales de compra y distribución.

1.1.2. Relaciones y sinergias.

1.1.3. Elementos organizativos, materiales, tecnológicos e informáticos.   

1.2. Flujos en la cadena de suministro: flujo físico de materiales y flujo de información. Características de los mismos. Cómo se articulan. Ejemplo concreto de un proceso de aprovisionamiento desde que se lanza la orden de pedido hasta su recepción en almacén.

1.3. El flujo de información: en tiempo real, fiable, seguro, fácil de interpretar y manejar.

1.4. Flujo de materiales: seguro, eficaz y con calidad. Diagrama de flujos interconexionados.

1.5. Cadena logística: objetivos. Cómo lograrlos. Integración de actores y sinergias a conseguir.

1.5.1. Ventajas de la integración logística frente a tratamientos aislados.

1.5.2. El lead-time y su control.

1.5.3. La cadena de valor añadido.

1.5.4. El servicio al cliente.

1.6. Logística y calidad.

1.6.1. Factores y puntos críticos en el proceso logístico desde el punto de vista de la calidad.

1.6.2. Medición de la no-calidad logística.

1.6.3. Calidad preventiva.

1.6.4. Medición del costo de la no calidad.

1.7. Gestión de la cadena logística:

1.7.1. Aprovisionamiento y compras.

1.7.2. Producción, almacenaje y distribución.

1.7.3. Las mejores prácticas.

1.7.4. Conexión y sinergias a establecer con clientes y proveedores.

1.8. El flujo de información.

1.8.1. Elementos que contiene.

1.8.2. Trazabilidad.

1.8.3. Tecnología e informática de apoyo. Información al cliente.

2. Logística inversa.

2.1. Devoluciones y logística inversa.

2.1.1. Medio ambiente y logística inversa.

2.1.2. Alternativas posibles en la recuperación de productos.

2.1.3. Modificación de los patrones logísticos tradicionales.

2.2. Posibles límites a la logística inversa.

2.2.1. Diseño para el reciclaje.

2.2.2. Logística inversa del envase y el embalaje.

2.2.3. Pools de paletas y KLT’s.

2.2.4. Las 3 R: reutilización, reciclaje, reducción.

2.3. Causas de la aparición de la logística inversa.

2.3.1. El ciclo de vida de los productos, la obsolescencia y la logística inversa.

2.3.2. La logística inversa como fuente de negocio.

2.3.3. Puntos críticos en la logística inversa.

2.3.4. Ventajas de incorporar los procesos de logística inversa en la logística directa.

2.4. Política de devolución de productos.

2.4.1. El consumo: estacionalidad, variación de la demanda, caducidad del producto, gestión de stock y su correlación con la logística inversa.

2.4.2. Acuerdos con los clientes y proveedores para devoluciones y retornos.

2.5. Logística inversa y legislación:

2.5.1. Envases y residuos.

2.5.2. Pilas y baterías.

2.5.3. Vehículos fuera de uso (VFU).

2.5.4. Residuos de aparatos electrónicos y eléctricos.

2.5.5. Aceites y vertidos industriales líquidos.

3. Optimización y costos logísticos.

3.1. Características del costo logístico: variabilidad.

3.1.1. Componentes del costo logístico; stock, almacenaje, picking, envase y embalaje, transporte.

3.1.2. Costos directos e indirectos.

3.1.3. Cadena de suministro y costos logísticos asociados.

3.1.4. El «despilfarro».

3.2. Sistema tradicional y sistema ABC de costos.

3.2.1. El costo logístico de oportunidad.

3.2.2. Costos totales y costos unitarios.

3.2.3. Costos medios y costos individualizados a nivel de producto y de cliente.

3.2.4. Utilidad y forma de cálculo.

3.2.5. Estrategias operativas que se deducen de los costos individuales.

3.3. Medición del costo logístico y su impacto en la cuenta de resultados. Costos totales, costos unitarios y costos porcentuales.

3.4. Estrategia y costos logísticos.

3.4.1. Principios básicos al diseñar una estrategia de costos.

3.4.2. Urgencias e imprevistos: como detectarlos, analizarlos y minimizar su impacto.

3.4.3. Puntos críticos de la cadena logística donde pueden producirse imprevistos y desviaciones.

3.5. Medidas para optimizar el costo logístico en las diversas áreas: stock, almacenaje, picking, transporte.

3.6. Cuadro de control de costos. Pirámide de información del costo logístico.

3.7. Ejemplo práctico de cálculo del costo logístico en una operación de comercialización, teniendo en cuenta el costo de compra, los costos de stock, almacenaje y manipulación, el costo de transporte de distribución y los costos administrativos e indirectos.

4. Redes de distribución.

4.1. Diferentes modelos de redes de distribución:

4.1.1. Directa desde fábrica a cliente.

4.1.2. Directa a través de un almacén regulador.

4.1.3. Distribución escalonada.

4.1.4. Outsourcing en la distribución.

4.2. Cálculo del costo logístico de distribución en los diferentes modelos:

4.2.1. Costo financiero del costo.

4.2.2. Costo de almacenaje.

4.2.3. Costo de preparación de pedidos.

4.2.4. Costo de transporte tanto de larga distancia como de reparto final.

4.2.5. El costo del outsourcing.

5. Gestión de imprevistos e incidencias en la cadena logística.

5.1. Incidencias, imprevistos y errores humanos en el proceso de distribución.

5.2. Puntos críticos del proceso. Importancia cualitativa y monetaria de las mismas.

5.3. Análisis de determinados procesos críticos:

5.3.1. Carga y descarga de mercancía.

5.3.2. Transporte y entrega.

5.3.3. Incidencias más frecuentes.

5.3.4. Estrategias de detección, seguimiento y corrección.

5.3.5. Indicadores de gestión (KPI).

5.4. Seguimiento y localización física de la mercancía en el proceso de distribución.

5.5. Sistemas informáticos y tecnología aplicada: GPS, satélite, radiofrecuencia.

5.6. Acceso del cliente a la información.

5.7. Determinación de responsabilidades en una incidencia.

5.7.1. Detección del punto físico y momento temporal en que se produce (fase del proceso logístico).

5.7.2. Solución.

5.7.3. Actitud preactiva ante incidencias por parte de los actores de la cadena de suministro.

5.8. En diversos supuestos prácticos, cómo actuar en una incidencia.

5.8.1. Actuaciones diferentes según el tipo y el momento de la misma: en el control de recepción, en la manipulación, en la preparación de pedidos, en el transporte.

5.8.2. A quiénes se debe informar y contenido de la información.

5.8.3. Propuesta de actuación correctora el caso actual y cara al futuro.

5.9. Incidencias y su tratamiento informático. Sistema de documentación: grabación de datos, información mínima, clasificación según tipos, seguimiento y solución dada a la misma, costo real o estimado, cliente afectado o proveedor involucrado, punto de la cadena en que se produjo.

6. Información, comunicación y cadena de suministro.

6.1. Tecnología y sistemas de información en logística.

6.2. La pirámide de información.

6.3. Ventajas y posibles inconvenientes: costo y complejidad del sistema.

6.4. La comunicación formal e informal.

6.4.1. Comunicación oral y comunicación en soporte comprobable.

6.4.2. Metodología en la generación y transmisión de la información.

6.5. Sistemas de utilización tradicional y de vanguardia: la informática, satélites, GPS, EDI, transmisión de ficheros, e-mail, teléfono, fax. Características. Pros y contras de los diferentes sistemas.

6.6. Información habitual en el almacén:

6.6.1. Picking list, parking list, reports de actividad e incidencias.

6.6.2. Pedidos de clientes y pedidos a proveedores.

6.6.3. Información sobre flujos internos y flujos con terceros (entradas y salidas al y del almacén).

6.6.4. Documentos de transporte nacional, de exportación y de importación.

6.7. Terminología y simbología utilizadas en la gestión del almacén.


MONTAJE DE ESCAPARATES

80 h

FORMACION BONIFICADA PARA EMPRESAS

Objetivos

Objetivos generales

-       Adquirir capacidades avanzadas de montaje de escaparates de acuerdo con las pautas clásicas y vanguardistas.

-       Capacitar al trabajador para desarrollar habilidades de programación y

-       Coordinación directamente relacionada con el escaparatismo.

-       Capacitar al trabajador para desarrollar destrezas en el montaje de escaparates y producir los efectos deseados en el público objetivo.

Objetivos específicos

-       Conocer el uso de la luz y el color en la composición de un escaparate.

-       Apreciar las posibilidades que ofrecen las distintas mercancías.

-       Disponer de los elementos necesarios que mejoran la realización y presentación de una mercancía en el escaparate.

-       Conocer las medidas generales de seguridad que deben observarse en el montaje de escaparates, de acuerdo con la normativa de seguridad vigente

Temario del contenido completo (incluido manual online)

TEMA 1. EL ESCAPARATE Y SU EVOLUCIÓN HISTÓRICA
1.1. DESARROLLO DEL TEMA

TEMA 2. PRINCIPIOS FUNDAMENTALES DEL ESCAPARATE
2.1. INTRODUCCIÓN
2.2. FUNCIONALIDAD
2.3. ESTILO PROPIO
2.4. SIMPLICIDAD
2.5. CREATIVIDAD
2.6. UNIDAD
2.7. OPORTUNIDAD
2.8. ECONOMÍA
2.9. ADAPTACIÓN

TEMA 3. FORMACIÓN Y CONOCIMIENTOS DEL ESCAPARATISTA
3.1. DESARRROLLO DEL TEMA

TEMA 4. LA COMPOSICIÓN Y SUS PRINCIPIOS
4.1. INTRODUCCIÓN
4.2. EQUILIBRIO Y SIMETRÍA, VOLUMEN Y PESO
4.3. EL PUNTO, LA LÍNEA, LA FORMA Y SU PERCEPCIÓN PSICOLÓGICA
4.4. LA ARMONÍA
4.5. COMPOSICIONES

TEMA 5. TIPOS DE ESCAPARATE
5.1. INTRODUCCIÓN
5.2. CLASIFICACIÓN DE LOS ESCAPARATES
5.2.1. SEGÚN SU UBICACIÓN
5.2.2. ATENDIENDO AL FONDO
5.2.3. SEGÚN LA NATURALEZA DE LOS ARTÍCULOS EXPUESTOS
5.2.4. SEGÚN SU FINALIDAD

TEMA 6. EL COLOR
6.1. EL ESTUDIO DEL COLOR
6.2. LOS COLORES PRIMARIOS
6.3. PROPIEDADES DEL COLOR
6.4. EL CÍRCULO CROMÁTICO
6.5. COLORES CÁLIDOS Y FRÍOS
6.6. COLORES NEUTROS
6.7. EL IMPACTO
6.8. LA SELECCIÓN DE LOS COLORES

TEMA 7. FASES DEL MONTAJE DEL ESCAPARATE
7.1. INTRODUCCIÓN
7.2. PLAN
7.3. OBJETIVOS
7.4. MEDIOS

TEMA 8. EL ESPACIO DISPONIBLE: DIMENSIONES Y PROPORCIONES
8.1. GENERALIDADES
8.2. CÓMO DISTRIBUIR EL ESPACIO

TEMA 9. MÉTODO PARA PRESUPUESTAR EL MONTAJE
9.1. EL PRESUPUESTO
9.2. MÉTODO

TEMA 10. MATERIALES Y HERRAMIENTAS DEL ESCAPARATISTA
10.1. HERRAMIENTAS EN EL ESCAPARATE
10.2. ELEMENTOS DE FIJACIÓN
10.3. MATERIALES DEL FONDO DEL ESCAPARATE
10.4. FORMA DE TRABAJAR

TEMA 11. NOCIONES DE CARPINTERIA: ENSAMBLAJES
11.1. HERRAMIENTAS BÁSICAS DE CARPINTERÍA
11.2. ENSAMBLAJES

TEMA 12. FORRADO DE BASTIDORES
12.1. DESARROLLO DEL TEMA

TEMA 13. PINTURA
13.1. INTRODUCCIÓN
13.2. TIPOS DE PINTURA
13.3. ACABADOS

TEMA 14. ELECTRICIDAD Y LUMINOTECNIA
14.1. INTRODUCCIÓN
14.2. SISTEMAS DE ILUMINACIÓN
14.3. TIPOS DE LUZ
14.4. INTENSIDAD LUMÍNICA
14.5. EL ESPACIO Y LA LUZ
14.6. EL COLOR DE LA LUZ

TEMA 15. CREACIÓN DEL BOCETO
15.1. INTRODUCCIÓN
15.2. TAMAÑO DEL DIBUJO/TAMAÑO REAL OBJETO
15.3. EL ENCAJE
15.4. PRÁCTICA DEL DIBUJO

TEMA 16. MAQUETACIÓN
16.1. INTRODUCCIÓN
16.2. INSTRUMENTOS Y MATERIALES
16.3. LA ESCALA DE REPRESENTACIÓN
16.4. REVESTIMIENTOS

TEMA 17. ROTULACIÓN Y CARTELERÍA: PROGRAMAS MÁS USADOS
17.1. GENERALIDADES
17.2. RECURSOS PARA LA REALIZACIÓN DE CARTELES
17.3. LA TIPOGRAFÍA
17.4. PROGRAMAS INFORMÁTICOS

TEMA 18. LAS ETIQUETAS Y LA NORMATIVA
18.1. INTRODUCCIÓN
18.2. DATOS GENERALES DE LA ETIQUETA
18.3. ETIQUETADO ALIMENTARIO
18.4. ETIQUETADO DE PRODUCTOS TEXTILES
18.5. ETIQUETADO DEL CALZADO
18.6. ETIQUETADO DE LOS JUGUETES
18.7. ETIQUETA ECOLÓGICA
18.8. ETIQUETADO ENERGÉTICO
18.9. EL MARCADO CE
18.10. EL PRECIO DE LOS SERVICIOS Y PRODUCTOS
18.11. LEGISLACIÓN APLICABLE

TEMA 19. SOPORTES Y EXPOSITORES
19.1. VARIEDAD DE SOPORTES
19.2. MOBILIARIO EXPOSITOR

TEMA 20. EL MANIQUÍ
20.1. HISTORIA
20.2. TIPOS DE MANIQUÍES Y OTROS SOPORTES

TEMA 21. LA IMAGEN EXTERIOR
21.1. INTRODUCCIÓN
21.2. LA COMPROBACIÓN DE LA FACHADA
21.3. RÓTULO DEL ESTABLECIMIENTO
21.4. LA ACERA

TEMA 22. EL MONTAJE DE ESCAPARATES PARA DIFERENTES SEGMENTOS DEL MERCADO
22.1. ELECTRODOMÉSTICOS
22.2. TEXTIL
22.3. FARMACIA Y COSMÉTICA
22.4. FOTOGRAFÍA
22.5. ALIMENTACIÓN
22.6. CALZADO
22.7. JOYERÍA Y RELOJERÍA
22.8. FLORISTERÍA


PROMOCIONES EN ESPACIOS COMERCIALES

70 h

FORMACION BONIFICADA PARA EMPRESAS

Objetivos

-Determinar las líneas de actuación para la ejecución de las campañas promocionales de acuerdo con los objetivos establecidos en el plan de marketing.

-Implantar las acciones promocionales definidas por los responsables del propio establecimiento comercial o por cualquiera de los proveedores/fabricantes de productos aplicando las técnicas de merchandising adecuadas

-Gestionar la selección y formación del personal de promoción necesario para el desarrollo de la campaña promocional, de acuerdo con las especificaciones definidas.

-Controlar la eficiencia de las acciones promocionales estableciendo medidas para optimizar la gestión de la actividad y alcanzar los objetivos previstos en el plan de marketing. 

Temario del contenido completo (incluido manual online)

Unidad didáctica 1: Promoción en el punto de venta

1.1. Comunicación comercial
1.1.1. Publicidad y promoción
1.1.2. Políticas de Marketing directo
1.2. Planificación de actividades promocionales según el público objetivo
1.3. La promoción del fabricante y del establecimiento
1.3.1. Diferencias
1.3.2. Relaciones beneficiosos
1.4. Formas de promoción dirigidas al consumidor
1.4.1. Información
1.4.2. Venta
1.4.3. Lanzamiento
1.4.4. Notoriedad
1.5. Selección de acciones
1.5.1. Temporadas y ventas estacionales
1.5.2. Degustaciones y demostraciones en el punto de venta 
1.6. Animación de puntos calientes y fríos en el establecimiento comercial
1.6.1. Tipos de animación y clientes del punto de venta
1.6.2. Áreas de bases: Expositores, Góndolas, Vitrinas Isletas
1.6.3. Indicadores visuales productos ganchos, decoración
1.6.4. Centros de atención e información en el punto de venta
1.7. Utilización de aplicaciones informáticas de gestión de proyectos/tareas


Unidad didáctica 2: Merchandising y animación del punto de venta

2.1. Definición y alcance del merchandising
2.2. Tipos de elementos de publicidad en el punto de venta
2.2.1. Stoppers
2.2.2. Pancartas
2.2.3. Adhesivos
2.2.4. Displays
2.2.5. Stands
2.2.6. Móviles
2.2.7. Banderola
2.2.8. Carteles, entre otros
2.3 Técnicas de rotulación y serigrafía
2.3.1. Tipos de letras
2.3.2. Forma y color para folletos
2.3.3. Cartelística en el punto de venta
2.4. Mensajes promocionales
2.4.1. Mensaje publicitario-producto
2.4.2. Mecanismos de influencia: reflexión y persuasión
2.4.3. Reglamentación de la publicidad y promoción en el punto de venta
2.5. Aplicaciones informáticas para la autoedición de folletos y carteles publicitarios


Unidad didáctica 3: Control de las acciones promocionales

3.1. Criterios de control de las acciones promocionales
3.2. Cálculo de índices y ratios económico-financieros
3.2.1. Rotación en el lineal
3.2.2. Margen bruto
3.2.3. Tasa de marca
3.2.4. Ratios de rotación
3.2.5. Rentabilidad bruta
3.3. Análisis de resultados
3.3.1. Ratios de control de eficacia de las acciones promocionales
3.4. Aplicación de medidas correctoras en el punto de venta
3.5. Utilización de hojas de cálculo informático para la organización y control del trabajo


Unidad didáctica 4: Acciones promocionales online

4.1. Internet como canal de información y comunicación de la empresa/establecimiento
4.2. Herramientas de promoción online, sitios y estilos web para la promoción de espacios virtuales
4.3. Páginas web comerciales e informacionales
4.4. Elementos de la tienda y/o espacio virtual
4.5. Elementos de la promoción on line


SEGURIDAD Y PREVENCIÓN DE RIESGOS E ...

30 h

FORMACION BONIFICADA PARA EMPRESAS

UNIDAD DIDÁCTICA 1. Seguridad en operaciones de transporte

1.1. Concepto y definición de seguridad y técnicas de seguridad en las operaciones de transporte.

1.1.1. Directivas comunitarias y legislación aplicable sobre seguridad y salud en el trabajo

1.1.2. Derechos y deberes fundamentales de empresarios y trabajadores

1.1.3. Órganos de prevención y representación de los trabajadores

1.1.4. La figura del Consejero de Seguridad en el transporte: funciones y responsabilidades.

1.1.5. Organismos públicos de seguridad y salud laboral

1.2. Seguridad preventiva en la organización de tráficos.

1.2.1. Fomento de la participación y formación del personal

1.2.2. La inspección de trabajo, responsabilidades y sanciones

1.2.3. La seguridad y la motivación en el trabajo.

1.3. Protección colectiva e individual: La protección en el flujo logístico de mercancías.

1.4. Accidentes de trabajo en operaciones de transporte.

1.4.1. Tipos de accidentes y causas más corrientes.

1.4.2. Accidentes específicos según área de trabajo: carga / descarga de camiones; extracción / estiba de mercancía / manejo de mercancía APQ, otros riesgos específicos.

 UNIDAD DIDÁCTICA 2. Evaluación de los riesgos generales y su prevención

2.1. Evaluación y control de riesgos.

2.1.1. Aspectos legales de la seguridad en el almacén.

2.1.2. Normativa actual española y europea sobre prevención de riesgos laborales.

2.1.3. Responsabilidad en materia de prevención. Normas UNE.

2.2. Análisis de condiciones de trabajo y salubridad.

2.3. Factores de riesgo: físicos y mentales.

2.3.1. Identificación de factores de riesgo.

2.3.2. Procesos en el almacén y factores de riesgo asociados.

2.3.3. Riesgos específicos según área de trabajo: carga / descarga de camiones; extracción / estiba de mercancía / manejo de mercancía APQ, otros riesgos específicos.

2.3.4. Legislación vigente en materia de mercancías peligrosas y otras.

2.4. Factores higiénicos

2.5. Factores de proceso y ergonómicos

2.6. Riesgos específicos en el transporte por carretera. Zonas de riesgo en la unidad de transporte:

2.6.1. Riesgos específicos de la actividad de conducción

2.6.2. Riesgos derivados de las operaciones de carga y descarga

2.6.3. Riesgos específicos de operativa en almacén

2.7. Control de la salud de los trabajadores

  UNIDAD DIDÁCTICA 3. Aplicación de medidas y recomendaciones de prevención de riesgos en operaciones de transporte

3.1. Seguridad operativa en el transporte.

3.1.1. Buenas prácticas en la operativa.

3.1.2. Buenas prácticas en el manejo de materiales y elementos e manipulación.

3.1.3. Equipos y elementos de seguridad lumínicos y acústicos, homogeneidad en la flota, manual de instrucciones.

3.2. Señalización de riesgos.

3.3. Equipos de protección individual

3.4. El plan de emergencia

3.5. Ergonomía y psicología aplicada al transporte:

3.5.1. Diseño del puesto de trabajo.

3.5.2. Elementos de protección.

3.5.3. Carga física y mental.

3.5.4. Estrés y otros problemas físicos y psicológicos.

3.6. Actuaciones en caso de accidente laboral y emergencias en operaciones de transporte:

3.6.1. Normas y procedimientos de actuación generales y específicos según tipo de accidente.

3.6.2. Primeros auxilios.

3.7. Productos APQ y residuos tóxicos y peligrosos:

3.7.1. Tipos de accidentes, riesgos asociados y tratamientos específicos.

3.7.2. Normas específicas.


PLANIFICACIÓN DE LA AUDITORIA

50 h

FORMACION BONIFICADA PARA EMPRESAS

UNIDAD DIDÁCTICA 1.  Introducción a la Auditoría.

1.1 Información Empresarial.

1.1.1 Las Cuentas Anuales.

1.2 Normas de Auditoría generalmente aceptadas.

1.2.1 Normas de carácter general.

1.2.2 Normas sobre la ejecución del trabajo.

1.2.3 Normas para la preparación de informes.

1.2.4 Normas Internacionales de Información Financiera (NIIF).

UNIDAD DIDÁCTICA 2.  Planificación de la Auditoría.

2.1 El Control Interno.

2.1.1 Conceptos básicos.

2.1.2 Clases.

2.1.3 Evaluación del Control Interno.

2.1.4 Limitaciones del Control Interno.

2.1.5 Planificación de la Auditoría. Fases.

2.2 Riesgo de Auditoría.

2.2.1 Clases de riesgo en auditoría.

2.2.2 Niveles de riesgo de auditoría.

2.2.3 Métodos para obtener la evidencia.

2.3 Documentación de Trabajo.

2.3.1 Concepto y Contenido.

2.3.2 Clases.

2.3.3 Codificación.

2.3.4 Custodia y Conservación.

2.3.5 El Informe de Auditoría.

UNIDAD DIDÁCTICA 3.  Problemática de la Auditoría.

3.1 Problemática del auditor.

3.1.1 El trabajo en equipo.

UNIDAD DIDÁCTICA 4.  Comunicación en la Empresa.

4.1 Comunicaciones y Empresa.

4.1.1 Clases de comunicaciones que se producen en las empresas.

4.1.2 Medios que se emplean en las comunicaciones empresariales.

4.1.3 El envío de correspondencia y objetos postales.

4.1.4 Comunicaciones urgentes.

4.2 La Comunicación Oral.

4.2.1 Elementos y Funciones.

4.2.2 La influencia del lenguaje verbal.

4.2.3 Características de la comunicación verbal.

4.2.4 Las comunicaciones orales en la empresa.

4.2.5 El teléfono en la actividad empresarial.

4.3 El Liderazgo.

4.3.1 Se nace o se hace.

4.3.2 Cualidades.

4.3.3 Capacidad de Motivación.

4.3.4 Capacidad de Control.

4.4 El Trabajo en Equipo.

4.4.1 Bases.

4.4.2 Desarrollo.


PROCEDIMIENTO DE RECAUDACIÓN E INSP ...

90 h

FORMACION BONIFICADA PARA EMPRESAS

1. Procedimiento de inspección

1.1. La Inspección de los tributos:

1.1.1. Concepto.

1.1.2. Funciones y actuaciones.

1.2. Organización del Departamento de Inspección Financiera y Tributaria:

1.2.1. El personal inspector.

1.2.2. Derechos y deberes del personal inspector.

1.3. Actuaciones desarrolladas por la Inspección:

1.3.1. Comprobación.

1.3.2. Investigación, valoración y otras.

1.3.3. Lugar.

1.3.4. Tiempo.

1.3.5. Duración y causas de ampliación de plazos.

1.3.6. Supuestos y efectos de la interrupción de plazos.

1.4. El procedimiento inspector:

1.4.1. Fases.

1.4.2. Elementos.

1.4.3. Plazos.

1.5. Iniciación y desarrollo del procedimiento de inspección:

1.5.1. Facultades de la inspección.

1.5.2. Dilaciones de los obligados tributarios.

1.5.3. La comparecencia de los interesados en el procedimiento.

1.6. Finalización del procedimiento inspector.

1.7. Técnicas relacionadas con el acceso y uso de la documentación.

1.8. Medidas cautelares:

1.8.1. Concepto y clases.

1.8.2. Supuestos de adopción.

1.8.3. Métodos de ejecución.

1.9. Los documentos que extiende la Inspección:

1.9.1. Comunicaciones.

1.9.2. Actas.

1.9.3. Diligencias e informes.

1.10. Actas de inspección:

1.10.1. Concepto y clases.

2. Procedimiento de recaudación

2.1. La recaudación:

2.1.1. Concepto y objeto.

2.1.2. Organización.

2.2. Normativa Tributaria de recaudación:

2.2.1. Régimen legal del Estado, CCAA y EELL.

2.2.2. Competencias y estructura organizativa.

2.2.3. La asistencia mutua en régimen de recaudación.

2.3. Los obligados tributarios:

2.3.1. Deudores principales.

2.3.2. Sucesores en las deudas tributarias.

2.3.3. Responsables solidarios y subsidiarios.

2.3.4. Declaración y extensión de la responsabilidad.

2.4. Las obligaciones tributarias:

2.4.1. Obligaciones materiales.

2.4.2. Obligaciones formales.

2.5. La extinción de la deuda tributaria:

2.5.1. El pago.

2.5.2. La compensación.

2.5.3. La prescripción.

2.5.4. La condonación.

2.5.5. El aplazamiento y fraccionamiento de las deudas.

2.6. Las garantías de la deuda tributaria:

2.6.1. Las medidas cautelares.

2.6.2. El derecho de prelación.

2.6.3. La hipoteca legal tácita.

2.7. El procedimiento de recaudación en período voluntario:

2.7.1. Plazos.

2.7.2. Participación de las entidades de crédito en el procedimiento de recaudación.

2.8. El procedimiento de recaudación en período ejecutivo:

2.8.1. Efectos.

2.8.2. Recargos.

2.8.3. Procedimiento administrativo.

3. Procedimiento administrativo de apremio

3.1. Inicio y desarrollo del procedimiento de apremio:

3.1.1. Características.

3.1.2. Motivos de impugnación.

3.1.3. Suspensión del procedimiento.

3.1.4. Ingresos en el procedimiento: plazos.

3.2. El embargo de bienes y derechos del obligado al pago:

3.2.1. Ejecución de garantías.

3.2.2. Orden de embargo.

3.2.3. Diligencias de embargo.

3.2.4. Facultades de la recaudación.

3.3. Los bienes embargables:

3.3.1. Prelación de bienes.

3.3.2. Límites.

3.3.3. Procedimientos de embargo.

3.4. El depósito y la enajenación de los bienes embargados:

3.4.1. Valoración de los bienes.

3.4.2. Formas de enajenación.

3.4.3. Créditos incobrables.

3.5. Valoración de los bienes:

3.5.1. La fijación del tipo.

3.5.2. La formación de lotes.

3.6. Formas de enajenación:

3.6.1. Subasta.

3.6.2. Concurso.

3.6.3. Adjudicación directa.

3.7. La adjudicación de bienes a la Hacienda Pública.

3.8. Tercerías:

3.8.1. Concepto.

3.8.2. Clases.

3.8.3. Requisitos.

3.9. El ejercicio de acciones civiles y penales en el ámbito de la gestión recaudatoria.


RETRIBUCIONES SALARIALES, COTIZACIÓ ...

90 h

FORMACION BONIFICADA PARA EMPRESAS

UNIDAD DIDÁCTICA 1. Retribución salarial

1.1. Estructura del recibo de salarios.

1.1.1. Cabecera.

1.1.2. Cuerpo.

1.1.3. Informativa de deducciones.

1.2. Concepto de salario.

1.2.1. Salario mínimo interprofesional (SMI).

1.2.2. Salario base/salario de convenio.

1.2.3. Salario o retribución pactado.

1.2.4. Salario bruto.

1.2.5. Salario liquido.

1.3. Tipo de percepciones.

1.3.1. Fijas.

1.3.2. Variables.

1.3.3. Salariales.

1.3.4. No salariales

1.4. Los complementos salariales.

1.4.1. Condiciones personales del trabajador.

1.4.2. Trabajo realizado.

1.4.3. Por resultados de la empresa.

1.4.4. Otros tipos de retribuciones.

1.5. Retribuciones de vencimiento superior a un mes.

1.5.1. Las retribuciones en especie.

1.5.2. Las horas extraordinarias.

1.5.3. Los anticipos de salario.

1.6. Retribuciones de carácter no salarial.

1.6.1. Indemnizaciones y suplidos

1.6.2. Prestaciones e indemnizaciones de la Seguridad Social.

1.6.3. Indemnizaciones por traslados, suspensiones, despidos y ceses.

1.6.4. Otros conceptos excluidos de cotización.

UNIDAD DIDÁCTICA 2. Cotizaciones al Régimen General de la Seguridad Social2.

2.1. La cotización de empresa y trabajador al Régimen General de la Seguridad Social.

2.1.1. Elementos de cotización.

2.1.2. Los Grupos de Cotización

2.1.3. Bases y Tipos de Cotización de empresa, trabajadores y colectivos profesionales integrados en el Régimen General.

2.2. Documentos de liquidación de cuotas.

2.2.1. El documento de Ingreso, modelo TC1.

2.2.2. Relación nominal de trabajadores, modelos TC2 y TC2 abreviado.

2.2.3. Otros documentos.

2.3. Cálculo y liquidación de los boletines de cotización a la Seguridad Social.

2.3.1. Contingencias Comunes.

2.3.2. Accidentes de trabajo y enfermedades profesionales.

2.3.3. Otras cotizaciones.

2.3.4. Bonificaciones y subvenciones con cargo al Servicio Público de Empleo Estatal.

2.3.5. Otras compensaciones o deducciones.

2.3.6. Cálculo de importes: a ingresar o a percibir.

2.3.7. Clase de Liquidación y Clave de control.

2.3.8. Términos y plazos para el ingreso de cuotas.

 UNIDAD DIDÁCTICA 3. El impuesto sobre la Renta de las Personas Físicas (I.R.P.F.)

3.1. Normas fiscales aplicables a los salarios.

3.1.1. El hecho imponible.

3.1.2. La obligación de retener.

3.1.3. Comunicación de datos al pagador.

3.1.4. Retenciones a cuenta del I.R.P.F.

3.1.5. Liquidación anual del impuesto.

3.2. Retenciones salariales a cuenta del (I.R.P.F.)

3.2.1. Concepto de rendimientos del trabajo personal: dinerarios y en especie.

3.2.2. Rendimientos del trabajo irregulares.

3.2.3. Retenciones y exenciones del impuesto.

3.3. Determinación del tipo de retención.

3.3.1. Ingresos brutos del ejercicio.

3.3.2. Mínimos exentos de retención, en función de la situación personal o familiar.

3.3.3. Minoraciones y/o deducciones.

3.3.4. Calculo de la cuota de retención.

3.3.5. Cálculo del tipo de retención.

3.4. Regularización de retenciones.

3.4.1. Situaciones personales o familiares objeto de regularización.

3.4.2. Plazos para comunicar las variaciones de datos.

3.4.3. Cálculo para regularización del tipo aplicable.

3.5. El Certificado de Retenciones

3.5.1. Obligaciones.

3.5.2. Términos y plazos


PREVENCIÓN DE RIESGOS LABORALES EN ...

80 h

FORMACION BONIFICADA PARA EMPRESAS

Objetivos

Objetivos generales

-       Dotar a los trabajadores de la formación necesaria que les capacite y prepare para desarrollar competencias y cualificaciones en puestos de trabajo que conlleven responsabilidades, por un lado de programación con el fin de que los trabajadores adquieran los conocimientos necesarios para realizar una correcta y adecuada organización del trabajo y por otro lado, de dirección, ya que los encargados de organizar el trabajo deben tener una correcta formación en la materia con el fin de maximizar los recursos, tanto materiales como humanos, de que dispone la empresa.

-       Proporcionar a los trabajadores del sector comercio los conceptos básicos relacionados con la prevención de riesgos laborales, así como el principal marco normativo de referencia, de manera que sean conscientes de los derechos y obligaciones que, como trabajadores, tienen dentro de la prevención de los riesgos laborales, y así, a su vez, mejorar su profesionalidad.

-       Proporcionar a los trabajadores las herramientas necesarias para que puedan determinar los riesgos a los que están sometidos, así como las principales medidas preventivas a adoptar para minimizar sus efectos.

-       Capacitar a los trabajadores para actuar en casos de emergencia, tanto frente a situaciones de incendio, como ante la necesidad de efectuar primeros auxilios.

-       Capacitar a los trabajadores para el desempeño de las funciones de nivel básico en materia de prevención de riesgos laborales dentro de las empresas dedicadas al sector del comercio.

Objetivos específicos

-       Capacitar a los trabajadores para promover comportamientos seguros, y la correcta utilización de los equipos de trabajo y protección, así como fomentar el interés y cooperación del resto de los compañeros en materia de prevención de riesgos.

-       Proporcionar los conocimientos necesarios para llevar a cabo las actuaciones preventivas básicas, tales como el orden, la limpieza, la señalización y el mantenimiento de los lugares de trabajo, así como efectuar su seguimiento y control.

-       Facilitar las herramientas necesarias para realizar las evaluaciones elementales de riesgos y, en su caso, establecer las medidas preventivas pertinentes.

-       Proporcionar los conocimientos necesarios para gestionar las primeras intervenciones en caso de emergencia y primeros auxilios.

-       Proporcionar a los participantes los conocimientos oportunos para poder colaborar con los servicios de prevención de su empresa.

Temario del contenido completo (incluido manual online)

TEMA 1. INTRODUCCIÓN A LOS RIESGOS EN EL TRABAJO
1.1. INTRODUCCIÓN 
1.2. EL TRABAJO Y LA SALUD 
1.3. LOS DAÑOS DERIVADOS DEL TRABAJO
1.4. LOS COSTES DE LA SINIESTRALIDAD LABORAL

TEMA 2. MARCO NORMATIVO BÁSICO EN MATERIA DE PREVENCIÓN DE RIESGOS LABORALES
2.1. INTRODUCCIÓN 
2.2. ANTECEDENTES NORMATIVOS 
2.3. DIRECTIVAS EUROPEAS 
2.4. LEGISLACIÓN NACIONAL 
2.5. DERECHOS Y DEBERES BÁSICOS EN MATERIA DE PREVENCIÓN DE RIESGOS 

TEMA 3. LOS RIESGOS RELACIONADOS CON LOS ESPACIOS Y EQUIPOS DE TRABAJO
3.1. INTRODUCCIÓN 
3.2. LAS CONDICIONES DE LOS LOCALES DE TRABAJO
3.3. LAS CONDICIONES DE LOS EQUIPOS DE TRABAJO: LAS MÁQUINAS 
3.4. LAS CONDICIONES DE LAS HERRAMIENTAS 
3.5. LA MANIPULACIÓN MANUAL DE CARGAS 
3.6. EL TRANSPORTE DE CARGAS 
3.7. LAS CONDICIONES DE ALMACENAMIENTO
3.8. EL RIESGO DE INCENDIO
3.9. EL RIESGO ELÉCTRICO 

TEMA 4. LOS CONTAMINANTES AMBIENTALES PRESENTES EN EL TRABAJO
4.1. INTRODUCCIÓN 
4.2. LOS CONTAMINANTES QUÍMICOS 
4.3. LOS CONTAMINANTES FÍSICOS 
4.4. LOS CONTAMINANTES BIOLÓGICOS 
4.5. LOS MÉTODOS GENERALES DE PROTECCIÓN CONTRA LOS FACTORES AMBIENTALES DEL TRABAJO 

TEMA 5. LOS RIESGOS RELACIONADOS CON LA ORGANIZACIÓN DEL TRABAJO
5.1. INTRODUCCIÓN 
5.2. LA CARGA DE TRABAJO 
5.3. LOS RIESGOS DERIVADOS DE FACTORES PSICOLÓGICOS Y SOCIALES 

TEMA 6. LAS TÉCNICAS DE CONTROL Y PROTECCIÓN DE RIESGOS
6.1. INTRODUCCIÓN 
6.2. LAS TÉCNICAS CIENTÍFICAS DE PREVENCIÓN DE RIESGOS 
6.3. SISTEMAS ELEMENTALES DE CONTROL Y PROTECCIÓN DE RIESGOS
6.4. EL CONTROL DE LA SALUD DEL TRABAJADOR

TEMA 7. LOS PLANES DE EMERGENCIA Y EVACUACIÓN
7.1. INTRODUCCIÓN 
7.2. EL PLAN DE EMERGENCIA: DEFINICIÓN Y OBJETIVOS 
7.3. EQUIPOS DE EMERGENCIA: COMPOSICIÓN Y FUNCIONES 
7.4. FASES DE UN PLAN DE EMERGENCIA
7.5. EL PLAN DE AUTOPROTECCIÓN 

TEMA 8. LA GESTIÓN DE LA PREVENCIÓN DE RIESGOS EN LA EMPRESA
8.1. INTRODUCCIÓN 
8.2. EL SISTEMA DE GESTIÓN DE LA PREVENCIÓN DE RIESGOS LABORALES
8.3. ORGANIZACIÓN DEL TRABAJO PREVENTIVO: INSTRUMENTOS Y RUTINAS BÁSICAS. 
8.4. MODALIDADES PARA ORGANIZAR LA PREVENCIÓN EN LA EMPRESA
8.5. CONSULTA Y PARTICIPACIÓN DE LOS TRABAJADORES EN MATERIA PREVENTIVA
8.6. ORGANISMOS RELACIONADOS CON LA SEGURIDAD Y SALUD EN EL TRABAJO 

TEMA 9. LOS PRIMEROS AUXILIOS EN LA EMPRESA
9.1. INTRODUCCIÓN 
9.2. ¿EN QUÉ CONSISTEN LOS PRIMEROS AUXILIOS? 
9.3. ACTUACIONES A REALIZAR ANTE UN ACCIDENTADO 
9.4. FORMACIÓN Y MEDIOS ADECUADOS PARA REALIZAR ACCIONES DE SOCORRISMO LABORAL 
9.5. LAS TÉCNICAS DE REANIMACIÓN EN CASO DE EMERGENCIAS MÉDICAS

TEMA 10. LA PREVENCIÓN DE RIESGOS ESPECÍFICOS EN EL SECTOR COMERCIO
10.1. INTRODUCCIÓN 
10.2. FACTORES DE RIESGO 
10.3. NORMATIVA APLICABLE 
10.4. RIESGOS Y MEDIDAS PREVENTIVAS EN EL SECTOR


REALIZACIÓN DE DECORACIONES DE REPO ...

40 h

FORMACION BONIFICADA PARA EMPRESAS

UNIDAD DIDÁCTICA 1. Decoración y exposición de elaboraciones de repostería

1.1. Normas y combinaciones básicas.

1.2. Control y valoración de resultados.

1.3. Necesidades de acabado según tipo de elaboración

1.4. Modalidad de comercialización y tipo de servicio.

1.5. Normas y combinaciones organolépticas básicas.

1.6. Realización de motivos decorativos.

1.7. Teoría y valoración del color en repostería:

1.7.1. Contraste y armonía.

1.7.2. Sabor.

1.7.3. Color y sensaciones.

1.8. El dibujo aplicado a la repostería:

1.8.1. Instrumentos.

1.8.2. Útiles.

1.8.3. Materiales de uso más generalizado.

1.9. Diseño de bocetos y modelos gráficos aplicando las técnicas correspondientes.

1.10. Realización de operaciones necesarias para la decoración y presentación de helados y otros postres de cocina de acuerdo con su definición y estándares de calidad predeterminados. Justificación de posibles variaciones.

1.11. Experimentación y evaluación de resultados.

UNIDAD DIDÁCTICA 2. Presentación de postres emplatados a partir de elaboraciones de pastelería y repostería

2.1. Decoración y presentación de postres emplatados.

2.2. Normas y combinaciones básicas.

2.3. Experimentación y evaluación de posibles combinaciones.

2.4. Procedimientos de ejecución de las decoraciones y acabados de productos de postres emplatados.

UNIDAD DIDÁCTICA 3. Decoración y exposición de helados

3.1. Modalidad de comercialización y tipo de servicio.

3.2. Realización de motivos decorativos.

3.3. Teoría y valoración del color en heladería.

3.4. Contraste y armonía.

3.5. Sabor, color y sensaciones.

3.6. Realización de operaciones necesarias para la decoración y presentación de helados de acuerdo con su definición y estándares de calidad predeterminados. Justificación de posibles variaciones.

UNIDAD DIDÁCTICA 4. Cubiertas

4.1. Definición.

4.2. Tipos:

4.2.1. Chocolate.

4.2.2. Preparados a base de frutas y otras.

4.2.3. Glaseados.

4.2.4. Pasta de almendra.

4.2.5. Pasta de azúcar.

4.3. Ingredientes y formulación.

4.4. Secuencia de operaciones.

4.5. Consistencia y características.

4.6. Análisis de las anomalías y defectos más frecuentes. Posibles correcciones.

4.7. Conservación y normas de higiene.

4.8. Utilización en los distintos productos de repostería y galletería


PREPARACIÓN Y CATA DE AGUAS, CAFÉS ...

30 h

FORMACION BONIFICADA PARA EMPRESAS

Objetivos

-Solicitar a los proveedores las muestras de aguas y de cafés, tés y materias primas para infusiones seleccionadas para la cata de acuerdo con las necesidades gastronómicas y de clientela del establecimiento.

-Preparar para la cata las muestras de aguas envasadas, cafés, tés y otras infusiones remitidas por los proveedores y otras que han llevado a la empresa sus distribuidores.

-Identificar y aplicar la metodología del análisis sensorial de aguas envasadas, cafés, tés y otras infusiones.

-Reconocer y registrar las características organolépticas de las aguas envasadas, cafés, tés y otras infusiones de acuerdo con la metodología de la cata.

-Evaluar y clasificar aguas envasadas, cafés, tés y otras infusiones, valorando su adecuación a los objetivos propuestos.

Temario del contenido completo (incluido manual online)

Unidad didáctica 1. Confección de documentación previa a la cata.

1.1 Elaboración de dossieres de aguas envasadas, cafés, tés y otras infusiones.
1.1.1 De catas en ferias y presentaciones.
1.1.2 De catas en cursos.
1.1.3 De catas en presentaciones de productos.
1.2 Informes de los diversos productos.
1.2.1 Marca comercial y empresa envasadora, elaboradora, tostadora o importadora. 
1.2.2 Clasificación oficial y proceso de elaboración.
1.2.3 Distribuidores y precio.
1.2.4 Atributos organolépticos de las aguas envasadas, cafés, tés y otras infusiones.
1.2.5 Ventajas comparativas.
1.3 Información de revistas, guías y prensa especializada.
1.3.1 Listados ordenados por tipos de aguas envasadas, cafés, tés y otras infusiones.
1.3.2 Disponibilidad de otros formatos diferentes del estándar.


Unidad didáctica 2. Análisis sensorial de cafés.

2.1 Metodología del análisis sensorial del café.
2.1.1 Fases, herramientas.
2.1.2 La correcta preparación de la taza de café para la cata.
2.2 Los resultados de la cata.
2.2.1 Expresión cuantitativa y cualitativa.
2.2.2 Reseña organoléptica sintética.
2.3 Cata de cafés según diferentes tipos de tueste.
2.3.1 Torrefactos y naturales
2.4 Cata de cafés según su clasificación por su origen botánico, elaboración, y procedencia.
2.4.1 Cafés suaves colombianos.
2.4.1.1 Colombia, Kenia, Tanzania, Etiopía y otros.
2.4.2 Cafés suaves o centrales
2.4.2.1 México, Guatemala, Costa Rica, Puerto Rico, Jamaica y otros.
2.4.3 Cafés Brasil.
2.4.3.1 Brasil y otros sudamericanos.
2.4.4 Cafés robustas.
2.4.5 Cafés africanos y asiáticos.
2.5 Cata de cafés blended.
2.6 Cata del mismo tipo de café con diferentes grados de tueste.


Unidad didáctica 3. Análisis sensorial de aguas envasadas, tés y otras infusiones

3.1 Aguas envasadas
3.1.1 Metodología del análisis sensorial de aguas envasadas.
3.1.1.1 Fases, herramientas.
3.1.2 Cata de aguas envasadas
3.1.2.1 Según zona geológica de captación y tipo de mineralización.
3.1.2.2 Según su contenido en anhídrido carbónico.
3.2 Te y otras infusiones.
3.2.1 Metodología del análisis sensorial del té y otras infusiones.
3.2.1.1 Fases, herramientas.
3.2.1.2 La correcta preparación de la taza de té y otras infusiones para la cata.
3.2.2 Cata de tés
3.2.2.1 Según proceso enzimático.
3.2.2.2 Según integridad de la hoja.
3.2.2.3 Según procedencia.
3.2.2.4 Puros, de mezclas y aromatizados.
3.2.3 Cata de diversas infusiones.
3.3 Los resultados de la cata de aguas envasadas, tés y otras infusiones.
3.3.1 Expresión cuantitativa y cualitativa.
3.3.2 Reseña organoléptica sintética.


PREVENCIÓN DE RIESGOS LABORALES EN ...

80 h

FORMACION BONIFICADA PARA EMPRESAS

Objetivos

Objetivos generales

-       Dotar a los trabajadores de la formación necesaria que les capacite y prepare para desarrollar competencias y cualificaciones en puestos de trabajo que conlleven responsabilidades, por un lado de programación con el fin de que los trabajadores adquieran los conocimientos necesarios para realizar una correcta y adecuada organización del trabajo y por otro lado, de dirección, ya que los encargados de organizar el trabajo deben tener una correcta formación en la materia con el fin de maximizar los recursos, tanto materiales como humanos, de que dispone la empresa.

-       Proporcionar a los trabajadores de hostelería los conceptos básicos relacionados con la prevención de riesgos laborales, así como el principal marco normativo de referencia, de manera que sean conscientes de los derechos y obligaciones que, como trabajadores, tienen dentro de la prevención de los riesgos laborales, y así, a su vez, mejorar su profesionalidad.

-       Proporcionar a los trabajadores las herramientas necesarias para que puedan determinar los riesgos a los que están sometidos, así como las principales medidas preventivas a adoptar para minimizar sus efectos.

-       Ergonómicos y psicosociales, presentes en el ámbito de la hostelería, así como las herramientas necesarias para su control.

-       Capacitar a los trabajadores para actuar en casos de emergencia, tanto frente a situaciones de incendio, como ante la necesidad de efectuar primeros auxilios.

-       Capacitar a los trabajadores para el desempeño de las funciones de nivel básico en materia de prevención de riesgos laborales dentro de las empresas dedicadas al sector de la hostelería.

Objetivos específicos

-       Capacitar a los trabajadores para promover comportamientos seguros, y la correcta utilización de los equipos de trabajo y protección, así como fomentar el interés y cooperación del resto de los compañeros en materia de prevención de riesgos.

-       Proporcionar los conocimientos necesarios para llevar a cabo las actuaciones preventivas básicas, tales como el orden, la limpieza, la señalización y el mantenimiento de los lugares de trabajo, así como efectuar su seguimiento y control.

-       Facilitar las herramientas necesarias para realizar las evaluaciones elementales de riesgos y, en su caso, establecer las medidas preventivas pertinentes.

 

-       Proporcionar los conocimientos necesarios para gestionar las primeras intervenciones en caso de emergencia y primeros auxilios.

-       Proporcionar a los participantes los conocimientos oportunos para poder colaborar con los servicios de prevención de su empresa.  

Temario del contenido completo (incluido manual online)

Tema 1. Introducción a los riesgos en el trabajo
1.1. Introducción 
1.2. El trabajo y la salud 
1.3. Los daños derivados del trabajo
1.4. Los costes de la siniestralidad laboral
 

Tema 2. Marco normativo básico en materia de prevención de riesgos laborales
2.1. Introducción 
2.2. Antecedentes normativos 
2.3. Directivas europeas 
2.4. Legislación nacional 
2.5. Derechos y deberes básicos en materia de prevención de riesgos 

Tema 3. Los riesgos relacionados con los espacios y equipos de trabajo
3.1. Introducción 
3.2. Las condiciones de los locales de trabajo
3.3. Las condiciones de los equipos de trabajo: las máquinas 
3.4. Las condiciones de las herramientas 
3.5. La manipulación manual de cargas 
3.6. El transporte de cargas 
3.7. Las condiciones de almacenamiento
3.8. El riesgo de incendio
3.9. El riesgo eléctrico 

Tema 4. Los contaminantes ambientales presentes en el trabajo
4.1. Introducción 
4.2. Los contaminantes químicos 
4.3. Los contaminantes físicos 
4.4. Los contaminantes biológicos 
4.5. Métodos generales de protección contra los factores ambientales del trabajo 

Tema 5. Los riesgos relacionados con la organización del trabajo
5.1. Introducción 
5.2. La carga de trabajo 
5.3. Los riesgos derivados de factores psicológicos y sociales 


Tema 6. Las técnicas de control y protección de riesgos
6.1. Introducción 
6.2. Las técnicas científicas de prevención de riesgos 
6.3. Sistemas elementales de control y protección de riesgos
6.4. El control de la salud del trabajador

Tema 7. Los planes de emergencia y evacuación
7.1. Introducción 
7.2. El plan de emergencia: definición y objetivos 
7.3. Equipos de emergencia: composición y funciones 
7.4. Fases de un plan de emergencia
7.5. El plan de autoprotección 

Tema 8. La gestión de la prevención de riesgos en la empresa
8.1. Introducción 
8.2. El sistema de gestión de la prevención de riesgos laborales
8.3. Organización del trabajo preventivo: instrumentos y rutinas básicas 
8.4. Modalidades para organizar la prevención en la empresa
8.5. Consulta y participación de los trabajadores en materia preventiva
8.6. Organismos relacionados con la seguridad y salud en el trabajo 

Tema 9. Los primeros auxilios en la empresa
9.1. Introducción 
9.2. ¿En qué consisten los primeros auxilios? 
9.3. Actuaciones a realizar ante un accidentado 
9.4. Formación y medios adecuados para realizar acciones de socorrismo laboral 
9.5. Las técnicas de reanimación en caso de emergencias médicas 

Tema 10. La prevención de riesgos específicos en la hostelería
10.1. El sector hostelero
10.2. Factores de riesgo 
10.3. Riesgos y medidas preventivas en el sector 
10.4. Identificación y prevención de riesgos en los puestos: ayudante de cocina y camarero 
10.5. Control de las medidas implantadas


PREVENCIÓN DE RIESGOS AMBIENTALES

40 h

FORMACION BONIFICADA PARA EMPRESAS

1. Análisis y evaluación de riesgos ambientales.

1.1. Clasificación de accidente e incidente según.

1.1.1. Tipología de la organización.

1.1.2. Causas externas o internas.

1.1.3. Efectos: vulnerabilidad y fragilidad del medio.

1.1.4. Posibles soluciones.

1.1.5. Estimación de la probabilidad de ocurrencia.

1.2. Documentación, registro y procesamiento de accidentes e incidentes, que se puedan producir en una organización, a partir de información.

1.2.1. Externa, de organismos competentes en materia de prevención de riesgos ambientales.

1.2.2. Interna, de la propia organización.

1.3. Tipología y análisis de riesgos ambientales atendiendo al origen, significancia, reversibilidad, entre otros.

1.3.1. Fragilidad y vulnerabilidad del medio.

1.3.2. Métodos de identificación de riesgos ambientales.

1.3.3. Estimación de consecuencias.

1.3.4. Estimación de la probabilidad de ocurrencia.

1.3.5. Proponer acciones de control y minimización.

1.4. Identificación de riesgos ambientales.

1.4.1. Normativa.

1.4.2. Mapas de peligrosidad, inventarios de riesgos de contaminación.

1.4.3. Entre otros.

1.5. Responsabilidad civil, penal y administrativa de la organización

1.5.1. Actividades o instalaciones sometidas a autorización ambiental y/o licencia ambiental.

1.5.2. Seguimiento y control de las actividades susceptible de riesgo ambiental.

1.5.3. Recuperación, regeneración e indemnización.

1.6. Responsabilidad social atendiendo a situaciones de emergencia.

1.7. Normativa protección civil para el control y planificación ante el riesgo de accidentes graves.

1.8. Normativa para el control de riesgos inherentes a los accidentes graves.

 2. Diseño de planes de emergencia ambientales.

2.1. Evaluación de riesgos ambientales.

2.1.1. Normativa.

2.1.2. Evaluación de riesgos en base a los procesos de la organización y la gestión de las instalaciones, entre otros.

2.1.3. Registro de la evaluación de riesgos en la organización.

2.1.4. Entre otros.

2.2. Principio de precaución y prevención.

2.3. Estudios de siniestralidad ambiental.

2.4. Evaluación de los posibles daños para el entorno humano, natural y socioeconómico.

2.5. Diseño y puesta en marcha de planes de sistemas de gestión preventivos, según la tipología de organización.

2.5.1. Prevención de incidentes: medidas individuales y colectivas.

2.5.2. Formación y sensibilización.

2.5.3. Asignación de medios.

2.5.4. Diseño y puesta en marcha de planes preventivos para riesgos específicos.

2.5.5. Minimización de impactos.

2.5.6. Definición de protocolos de prevención de accidentes ambientales.

2.5.7. Acciones preventivas y correctivas.

2.5.8. Comisión de prevención ambiental.

2.5.9. Planes integrados de prevención con los planes de protección civil municipal.

2.5.10. Elaboración de memorias.

2.6. Diseño de planes de emergencia ambientales, según la tipología de organización.

2.7. Normas generales para el diseño y puesta en marcha de un plan de emergencia.

2.7.1. Jerarquía y competencias de los planes de respuesta. Formación.

2.7.2. Asignación de medios.

2.7.3. Gabinete de crisis: comunicación interna y externa, asignación de materiales y protocolo de actuación.

2.7.4. Minimización de impactos ambientales en situaciones de emergencia.

2.7.5. Control y minimización de accidentes.

2.7.6. Acciones correctivas.

 3. Elaboración de simulacros de emergencias ambientales.

3.1. Propuesta de planes de emergencia.

3.1.1. Análisis de los distintos escenarios.

3.1.2. Identificación y descripción de necesidades de formación del personal.

3.1.3. Análisis y asignación de medios necesarios: humanos y materiales.

3.1.4. Entre otros.

3.2. Preparación de simulacros de emergencia.

3.2.1. Planificación de actividades: responsabilidad de personas y cascada de actuaciones.

3.2.2. Instrucción de los equipos de intervención.

3.2.3. Establecimiento de acciones, medidas de contención y mitigación, entre otros.

3.2.4. Comunicaciones: internas, coordinación con autoridades y publicidad e información.

3.2.5. Especificación de la necesidad de equipos de intervención.

3.2.6. Entre otros.

 4. Simulación del plan de emergencia ambiental.

4.1. Gestión e implantación de simulacros de emergencia.

4.1.1. Comunicación y asignación de las funciones y responsabilidades al personal involucrado en el simulacro.

4.1.2. Distribución de medios necesarios: humanos y materiales.

4.1.3. Iniciación de la cascada de actuaciones.

4.1.4. Ejecución de acciones, medidas de contención y mitigación, entre otros.

4.1.5. Comunicación interna, coordinación con autoridades y publicidad e información.

4.1.6. Puesta en práctica de simulacros: medios propios y ajenos.

4.2. Registro de los resultados del simulacro del plan de emergencia ambiental.

4.3. Evaluación de los resultados del simulacro. Redacción del informe.

4.4. Propuesta de medidas correctivas de las desviaciones y replanteamientos de mejoras al sistema


NUTRICIÓN Y DIETÉTICA

80 h

FORMACION BONIFICADA PARA EMPRESAS

Objetivos

 

¿Cuáles son las funciones de los nutrientes esenciales?

¿Cómo se lleva a cabo el proceso digestivo?

¿Cómo se puede evaluar el estado nutricional de una persona?

¿Qué tipos de dietas existen?

Temario del contenido completo (incluido manual online)

UNIDAD DIDÁCTICA 1: NUTRICIÓN Y DIETÉTICA

1.1 La nutrición

1.2 Las funciones de los nutrientes

1.3 Los nutrientes esenciales

1.3.1 Proteínas

1.3.2 Hidratos de carbono

1.3.3 Lípidos

1.3.4 Minerales

1.3.5 Vitaminas

1.4 La dieta del adulto sano

1.5 La rueda de los alimentos

UNIDAD DIDÁCTICA 2: ETAPAS DEL PROCESO DIGESTIVO

2.1 El aparato digestivo

2.1.1 Funciones del aparato digestivo

2.2 Etapas del proceso digestivo

2.2.1 Digestión en la boca 

2.2.2 Digestión en el estómago

2.2.3 Digestión intestinal

2.2.4 Transporte hasta los tejidos

2.2.5 Difusión por los tejidos

2.2.6 Absorción celular

 UNIDAD DIDÁCTICA 3: EVALUACIÓN NUTRICIONAL

3.1 Directrices dietéticas generales recomendadas

3.2 Evaluación nutricional

3.2.1 Instrumentos utilizados en estudios antropométricos

3.2.2Métodos de evaluación

3.3 Términos que describen el estado nutricional

UNIDAD DIDÁCTICA 4: ELABORACIÓN DE DIETAS

4.1 Concepto de dieta

4.2 Dieta basal

4.3 Dieta de fácil masticación

4.4 Dieta triturada

4.5 Dieta líquida

4.6 Dieta semiblanda

4.7 Dieta blanda

4.8 Dieta personalizada

4.9 Dieta opcional

UNIDAD DIDÁCTICA 5: ENFERMEDADES ASOCIADAS A LA NUTRICIÓN

5.1 Desnutrición

5.2 Obesidad

5.3 Bulimia

5.4 Anorexia nerviosa

5.5 Sobreingesta compulsiva

5.6 Alteraciones del sistema digestivo alto

5.7 Alteraciones intestinales

UNIDAD DIDÁCTICA 6: NUTRICIÓN EN LAS DISTINTAS ETAPAS DE LA VIDA

6.1 Embarazo

6.2 Lactancia

6.3 Niños

6.3.1 Bebés

6.3.2 Niños de 1 a 3 años

6.3.3 Niños de 4 a 6 años

6.3.4 Preescolar y escolar

6.4 Adolescencia

6.5 Personas mayores

6.5.1 Recomendaciones para un correcto proceso nutricional


PREVENCIÓN DE RIESGOS LABORALES EN ...

80 h

FORMACION BONIFICADA PARA EMPRESAS

Objetivos

-       Conocer lo dispuesto en la ley de prevención de riesgos laborales en cuanto a organización de la prevención, facultades y competencias, obligaciones y responsabilidades.

-       Adquirir la capacidad necesaria para desarrollar el trabajo en peluquería de forma más segura, estableciendo unas normas básicas de seguridad y buscando de forma activa la mejora de aspectos como las deficiencias ergonómico - posturales, evitar la polución en el ambiente, etc.

-       Conocer los sistemas elementales de control de riesgos que deben utilizarse tanto en la prevención integrada como en una protección colectiva o individual.

-       Adquirir los conocimientos necesarios para actuar correctamente en caso de emergencia, analizando los distintos aspectos de un plan de emergencia: medios humanos y técnicos, equipos, actuaciones, etc., y aplicaciones de los primeros auxilios en caso de necesidad.

-       Adquirir la capacidad para implantar o mejorar un sistema de gestión de la seguridad en la empresa mediante el conocimiento de herramientas, modalidades y organismos implicados en la gestión de la prevención

Temario del contenido completo (incluido manual online)

UD1. Introducción a los riesgos en el trabajo
1.1. Introducción 
1.2. El trabajo y la salud 
1.3. Los daños derivados del trabajo
1.4. Los costes de la siniestralidad laboral

UD2. Marco normativo básico en materia de prevención de riesgos laborales
2.1. Introducción 
2.2. Antecedentes normativos 
2.3. Directivas europeas 
2.4. Legislación nacional 
2.5. Derechos y deberes básicos en materia de prevención de riesgos 

UD3. Los riesgos relacionados con los espacios y equipos de trabajo
3.1. Introducción 
3.2. Las condiciones de los locales de trabajo
3.3. Las condiciones de los equipos de trabajo: las máquinas 
3.4. Las condiciones de las herramientas 
3.5. La manipulación manual de cargas 
3.6. El transporte de cargas 
3.7. Las condiciones de almacenamiento
3.8. El riesgo de incendio
3.9. El riesgo eléctrico 

UD4. Los contaminantes ambientales presentes en el trabajo
4.1. Introducción 
4.2. Los contaminantes químicos 
4.3. Los contaminantes físicos 
4.4. Los contaminantes biológicos 
4.5. Métodos generales de protección contra los factores ambientales del trabajo 

UD5. Los riesgos relacionados con la organización del trabajo
5.1. Introducción 
5.2. La carga de trabajo 
5.3. Los riesgos derivados de factores psicológicos y sociales 

UD6. Las técnicas de control y protección de riesgos
6.1. Introducción 
6.2. Las técnicas científicas de prevención de riesgos 
6.3. Sistemas elementales de control y protección de riesgos
6.4. El control de la salud del trabajador

UD7. Los planes de emergencia y evacuación
7.1. Introducción 
7.2. El plan de emergencia: definición y objetivos 
7.3. Equipos de emergencia: composición y funciones 
7.4. Fases de un plan de emergencia
7.5. El plan de autoprotección

UD8. La gestión de la prevención de riesgos en la empresa
8.1. Introducción 
8.2. El sistema de gestión de la prevención de riesgos laborales
8.3. Organización del trabajo preventivo: instrumentos y rutinas básicas
8.4. Modalidades para organizar la prevención en la empresa
8.5. Consulta y participación de los trabajadores en materia preventiva
8.6. Organismos relacionados con la seguridad y salud en el trabajo 

UD9. Los primeros auxilios en la empresa
9.1. Introducción 
9.2. ¿En qué consisten los primeros auxilios? 
9.3. Actuaciones a realizar ante un accidentado 
9.4. Formación y medios adecuados para realizar acciones de socorrismo laboral 
9.5. Las técnicas de reanimación en caso de emergencias médicas 

UD10. La prevención de riesgos específicos en la peluquería
10.1. Introducción 
10.2. El sector de la peluquería 
10.3. Factores de riesgo 
10.4. Riesgos en el sector
10.5. Medidas preventivas 
10.6. Control de las medidas implantadas

Anexo 1: Normativa por orden cronológico
Anexo 2: Glosario
Anexo 3: Ley de Prevención de Riesgos laborales




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